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Scontri dopo Albenga-Celle: Daspo per un tifoso ingauno e trasferta ad Alassio vietata ai supporter bianconeri

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Albenga. Un tifoso dell’Albenga è stato colpito da un provvedimento Daspo dopo la partita del 28 settembre scorso con il Celle. Al termine di quel match del campionato di Prima Categoria, terminato 1-1, al “Riva” di Albenga si erano registrati disordini con lanci di oggetti tra le tifoserie delle due formazioni (un ultrà era anche finito a farsi medicare in ospedale). A distanza di pochi giorni, per quell’episodio, è scattata la “punizione” per uno dei tifosi ingauni protagonista degli scontri.

Il provvedimento di “divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive” è stato notificato ieri da personale del Commissariato di Alassio. Il tifoso per tre anni non potrà assistere agli incontri di calcio di qualsiasi serie e categoria, compresa la Squadra Nazionale di Calcio e le partite amichevoli.

Il Daspo non è l’unica conseguenza degli scontri dopo il match Albenga-Celle. Sulla base di quanto successo in quell’occasione per la prossima partita dell’Albenga, che domani si scontrerà con il Baia Alassio al “Ferrando”, i supporter ingauni non potranno essere allo stadio. La vendita dei biglietti per la gara è stata infatti vietata dalla Prefettura ai non residenti ad Alassio per “motivi di ordine pubblico”. La decisione è stata presa dopo un’attenta analisi dei potenziali rischi di nuovi tafferugli tra tifoserie rivali. Era stato l’Osservatorio del Ministero, dopo la segnalazione dei disordini del 28 settembre scorso, a richiedere al Prefetto ed al Questore di valutare se adottare o meno provvedimenti.

Se i tifosi dell’Albenga venissero sorpresi domani allo stadio di Alassio, violando questa disposizione, rischierebbero di essere colpiti a loro volta da un provvedimento Daspo immediato.

“Di questa vicenda credo sia utile sottolineare come a rimetterci siano tutti gli sportivi del nostro comprensorio, visto che sabato scorso erano presenti le Forze dell’Ordine, le quali avevano a disposizione tutti gli strumetni per individuare i facinorosi al fine di adottare le misure necessarie per inibire loro l’accesso agli stadi”. Queste le parole del patron dell’Albenga, Andrea Tomatis, pochi minuti dopo la notizia della decisione della Prefettura di Savona.

“Così i sostenitori ingauni non potranno assistere al derby con la Baia Alasso, in uno degli incontri più attesi di tutto il girone di andata. Il mio pensiero – continua Tomatis – va a tutti gli sportivi, privati di un simile appuntamento, atteso per anni da entrambe le piazze”.

Commenti

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  1. Giudice
    Scritto da Giudice

    @Carlo M.: hai ragione, qui manca proprio il senso di proporzione. Ma forse non hai individuato il punto corretto. Ti sembra normale che per una partita di calcio, per di più tra due squadrette locali, si debbano verificare degli scontri tra le tifoserie? Lo sport è sport e come tale deve essere praticato, sostenuto, ed alimentato. Non è certo con la violenza, di qualunque tipo, che si promuove o sostiene lo sport.

  2. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Io non so ma un po’ di senso di proporzione no e in questo Paese assurdo. Quattro tifosi si tirano una pietra e li si tratta come criminali della peggior specie perche fa notizia, un ubriaco falcia sulle strisce una famiglia bambini compresi e al peggio gli si danno gli arresti domiciliari e dopo un mese e’ al bar. Ma che cavolo di posto e’ diventata l’Italia? .ps. Avete piu notizie di Tanzi che si e’ sciroppato qualche miliardo di euro ai risparmiatori ..no così per rimanere in argomento…