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A Savona si formano i manager delle biotecnologie: al via il nuovo master

Savona. 71 professori provenienti da 10 università italiane ed alcune straniere, numero massimo di allievi previsti pari a 40, 12 mesi con inizio il 21 novembre 2013 e termine a novembre 2014, 462 ore di attività formativa d’aula, 160 ore di stages, 494 ore di studio individuale comprensive di visite guidate ed attività processuali, 370 ore di elaborazione per la redazione della tesi di Master e 14 ore di seminario interdisciplinare conclusivo. Questi i numeri del master di II livello “Biotechnology: methods, law and management” (Diritto e Management delle Biotecnologie) che si svolgerà al polo universitario di Savona e che è stato presentato oggi pomeriggio all’Unione Industriali.

Il Master ha frequenza obbligatoria: le lezioni frontali normalmente si svolgeranno il giovedì ed il venerdì e due volte al mese anche il sabato.

“Un percorso formativa che porterà gli studenti ad avere le conoscenze per competere nell’economia globale in un settore strategico del futuro ed è rivolto a tutti gli studenti laureati nelle discipline scientifiche e giuridiche che desiderano specializzarsi nelle biotecnologie” sottolinea il Prof Giuseppe Aglialoro, che ha ideato il master.
“E’ una esperienza interessante e se vogliamo unica nel suo genere in Italia, un master multidisciplinare in grado di fornire una preparazione completa legata alle biotecnologie, creando figure professionali che già esistono in altri Paesi” afferma Carolina Ruggero, docente di biotecnologie all’Università di Genova.

“Formare un manager delle biotecnologie” dice Giuseppe Lamattina, presidente della fondazione Cirgis (Centro Internazionale Ricerche Giuridiche Iniziative Scientifiche): “L’obiettivo è fornire le competenze scientifiche, economiche e giuridiche indispensabili per avere professionalità di massima competenza”.

Il Master ha proprio tra le sue finalità quello di accrescere la formazione multidisciplinare che deve caratterizzare le nuove figure professionali che vogliono guardare al futuro delle nuove tecnologie, dei nuovi prodotti e processi industriali coniugandole con la ricerca e l’eccellenza scientifica.

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