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Savona, false iscrizioni al Pdl: patteggiano anche Grasso e Piccardo

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Savona. Dopo quello di Raffaella Cervetto, questa mattina, in tribunale a Savona sono stati definiti i patteggiamenti degli altri due indagati nella vicenda delle tessere false del Pdl savonese. Il tecnico informatico Danilo Grasso e l’ex commerciante («Piccardo Carta» di piazza del Popolo) Vittorio Piccardo hanno quindi patteggiato otto mesi di reclusione davanti al giudice Pisaturo.

La vicenda delle tessere false era esplosa quando tra gli “iscritti” online del Pdl erano saltati fuori i nominativi di diversi pregiudicati, tifosi dell’Inter Club di Raffaele Uzzauto e persino storici esponenti della sinistra. Tutti questi presunti militanti però erano invece all’oscuro del fatto di essere inseriti negli elenchi dei supporter di Berlusconi. Nei guai, con l’accusa di trattamento illecito di dati sensibili e falso, erano finiti appunto la militante del Popolo della Libertà Raffaella Cervetto (che tra l’altro, al momento, è detenuta in carcere a Torino per una vicenda di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina), Danilo Grasso e Vittorio Piccardo (entrambi difesi dall’avvocato Alice Gaiero).

L’inchiesta sulle false iscrizioni al Pdl aveva preso le mosse da un esposto-denuncia di Reginaldo Vignola, il consigliere comunale Pd che si era trovato suo malgrado, insieme al figlio, iscritto come “aderente” al Pdl di Savona. Era risultato che almeno 91 persone fossero state iscritte a loro insaputa al Pdl, grazie a un pagamento online (10 euro a testa) cumulativo che, tra l’altro, il regolamento del partito non avrebbe dovuto consentire.

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