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Sanità, Montaldo parla di “buoni risultati”: critiche da parte del consigliere Bagnasco

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Liguria. “I dati trasmessi dalla Agenas confermano sostanzialmente la realtà della Sanità ligure che è ancora agli ultimi posti per quanto riguarda il Nord Italia. Non può certo soddisfare il confronto positivo con molte Regioni del Sud. La frase quindi dell’Assessore alla Sanità Claudio Montaldo ‘buona notizia’ può essere facilmente commentata con ‘un chi si accontenta gode’. A non godere purtroppo sono i cittadini liguri: permangono le fughe in altre Regioni e siamo molto lontani da una risposta sanitaria omogenea in tutti i settori”. Così dichiara il consigliere regionale del Pdl Roberto Bagnasco che commenta i dati sullo stato della Sanità ligure di Agenas.

Continua l’esponente del Pdl: “Rimangono le liste di attesa e soprattutto le non scelte della Giunta regionale su alcuni temi di grande rilievo che di fatto ingessano una situazione non certamente rosea. Il riferimento va in particolare all’accorpamento San Martino – Ist, che il Pdl non ha certamente ostacolato e che rimane per molti versi una incompiuta. Resta la situazione di stallo del Galliera, con decine di milioni di euro stanziati nel 2008, fermi nelle casse della Regione ed inutilizzati. L’unica risposta l’ipotesi presidenziale di spostamento all’Erzelli dell’ospedale di Carignano, sulla quale non voglio esprimere giudizi perchè talmente assurda che non ritengo meritevole di alcun commento. Permangono quindi le difficoltà di un ospedale di interesse nazionale che appartiene alla storia di Genova e che dotato di eccellenze assolute non viene messo nelle condizioni di poter effettuare il servizio che potrebbe per la comunità. I problemi relativi al futuro di questa struttura sono di tipo politico e non certo legato a questioni organizzative del sistema sanitario”.

“C’è poi l’Ospedale del Ponente – aggiunge Bagnasco – su cui dopo tanti anni non c’è assolutamente nulla a cominciare dalla possibile ubicazione per finire al finanziamento, e su questo tema le notizie provenienti da Roma non sono certamente incoraggianti. Più serio un potenziamento di Villa Scassi, che finalmente avrà il nuovo Monoblocco a cui bisogna collegare un azione su Sestri Ponente e sul Gallino. Il Ponente genovese ha bisogno di risposte concrete e non di supposizioni lontane da qualsiasi ipotesi di possibile realizzazione, come il positivo potenziamento di Voltri”.

Si dice preoccupato il rappresentante del centro destra: “La Spezia è ancora in attesa del nuovo ospedale, sempre annunciato e mai realizzato, struttura ormai indispensabile se si ha intenzione di garantire un servizio adeguato. Critica anche la situazione del Ponente ligure con Savona sempre più depotenziato sotto il profilo delle strutture, mentre il territorio dell’imperiese rimane quello più penalizzato sotto il profilo della quota capitaria. Un capitolo a parte merita la situazione del Levante e della Asl 4 dove permane l’incapacità di fare scelte decisive ed importanti per una razionalizzazione efficiente del sistema sanitario. Accanto ad una positiva rivisitazione dell’Ospedale sant’Antonio di Recco in cui la sinergia tra pubblico e medici di base e servizi sociali ha permesso di salvare una struttura recente e dare un servizio essenziale ai cittadini. Ci sono le realtà di Sestri Levante e Rapallo si devono consentire al cittadino di godere al meglio dei servizi sanitari del territorio. Anche il depotenziamento del sistema dell’Emergenza rappresenta un pesante passo indietro nella sanità della nostra Regione ad evidente dimostrazione che le scelte in questi anni sono stati troppo spesso penalizzanti per il cittadino”.

“Quest’analisi, con pochissime eccezioni, si adegua benissimo allo stato della sanità ligure all’inizio di questo mandato amministrativo. Il Pdl più volte ha dimostrato di essere pronto ad assumersi delle responsabilità precise anche per quanto riguarda ipotesi di razionalizzazione a patto che queste fossero frutto di una programmazione del sistema sanitario ligure. Purtroppo da parte dell’Amministrazione regionale rimangono pregiudiziali ideologiche, come ad esempio le difficoltà nei confronti dell’integrazione pubblico-privato superate in tutte le altre regioni italiane, e profonde differenziazioni all’interno della Maggioranza che di fatto bloccano le iniziative importanti”, conclude Roberto Bagnasco.

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