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Sanac di Vado, sindacati dal prefetto: “Sollecitiamo sblocco dei conti correnti e nomina commissario”

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Vado Ligure. Ora l’attesa è per la risposta del governo, che dovrebbe presto emanare un decreto di nomina di un commissario per gestire l’attuale paralisi della Sanac di Vado Ligure, in difficoltà per l’inchiesta sul Gruppo Riva e sull’Ilva. Oggi i delegati sindacali hanno incontrato il prefetto Gerardina Basilicata.

Spiegano i sindacati: “La dottoressa come sempre è stata molto attenta al problema. Ci auguriamo altrettanta attenzione da parte del governo, perché vengano garantiti gli stipendi e un piano industriale ad una delle poche aziende in provincia di Savona che lavora e ha commesse in corso. La nostra proposta è quella di sollecitare il governo perché con un decreto legge possa svincolare i conti correnti che la Sanac ha bloccati. C’è l’esigenza di nominare un commissario che faccia lavorare l’azienda e faccia andare avanti le commesse, anche verso l’estero”.

“La dottoressa che ci ha ricevuto – proseguono – si è impegnata a comunicare le nostre esigenze a livello nazionale. Questo blocco dei conti correnti dei magazzini è un rischio che può portare alla paralisi industriale. Se andiamo dietro ai tempi della burocrazia, si perdono commesse importanti”.

La situazione è complicata da metà settembre, quando il sequestro dei beni del Gruppo Riva ha toccato anche l’azienda vadese. Ci sono in ballo gli stipendi di circa 80 operai.

“Dobbiamo fare da interfaccia sia con l’azienda sia con il governo. Contiamo sul fatto che il decreto venga approvato in tempi brevi. Ricordo che siamo di fronte ad una fabbrica sana, che riesce a produrre, ma che è purtroppo è bloccata per un conto corrente fermato dalla magistratura cautelativamente rispetto ai conti Riva. Qui siamo di fronte ad un problema profondo: si rischia di aprire un’altra crisi in un territorio, come quello Vadese, già troppo colpito. Si rischia di mettere in difficoltà una fabbrica che lavora, ma che non può andare avanti perché oggi non ha la spendibilità dei conti correnti” concludono i rappresentanti sindacali.

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