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Protesta Reefer, i lavoratori: “Da quando non c’è più la bonanima di Raffaello…” foto

Vado Ligure. Nuovi e vecchi Orsero: i dipendenti Reefer in corteo a Vado ripercorrono con la mente gli ultimi anni dell’impero della frutta e fanno il confronto tra due epoche. Inevitabile il paragone tra due generazioni, tra l’una e l’altra politica di management, nello spartiacque caratterizzato non solo dalla crisi del settore ma anche dagli errori che, secondo gli operai stessi, sono stati commessi durante il nuovo corso.

Protesta Reefer Vado

Uscita dall’ombra delle multinazionali straniere, entro cui aveva prosperato, la holding GF Group ha lanciato con il marchio “F.lli Orsero” la sfida a Chiquita e Del Monte. Nella galassia degli investimenti (da quelli terminalistici a quelli immobiliari), se qualcosa è andato storto ora ricade sui lavoratori di “casa”. Su Vado Ligure e il suo terminal che movimenta 450 mila tonnellate di frutta e 70 mila container, dove l’azienda ha aperto la procedura di esubero per quasi 70 persone, e su Albenga, interessata dalla delocalizzazione del magazzino Fruttital.

Durante il corteo di protesta, i lavoratori Reefer commentano i cambiamenti di questi anni, sottolineando le differenze tra la gestione di Raffaello Orsero e quella di Raffaella e Antonio. “Lavoro qui dal 1981 e quando era ancora vivo la bonanima di Raffaello questa gente è sempre cresciuta, dalle banane sciolte ai contenitori – dice Salvatore Perna, partecipando al corteo nell’Interporto – E’ sempre stato un crescendo. Chiquita e Del Monte e via dicendo, con Raffaello Orsero c’è sempre stato uno sviluppo. Non si capisce perché dopo una contrattazione ventennale hanno scelto di cambiare marchio. Non si sanno i motivi della separazione da Del Monte”.

“A Raffaella va tutto il rispetto, perché ha cercato di tenere unito il gruppo e anche di riparare alle scelte del fratello. Raffaello Orsero aveva garantito vent’anni di lavoro e così è successo; quando è mancato, è mancato un punto di riferimento solido del gruppo” conclude l’operaio.

“Da molti anni sono dipendente in Reefer Terminal. Penso siano stati fatti tre errori. Il primo quello, da parte di Raffaella Orsero, di mettersi socia della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, il secondo è l’acquisto degli aerotaxi che poi per fortuna sono stati venduti, il terzo errore è il fatto che la Filo d’Acqua non avrebbe dovuto far costruire la torre Bofill a Savona, che andrebbe immediatamente demolita” così uno storico operaio Reefer.

Stefano Lucchese, altro dipendente del gruppo, commenta: “Rsu e segreterie sindacali hanno dato disponibilità all’azienda. Ma la Reefer non ci ha mai sentito: la loro unica soluzione è lasciare a casa 66 persone. Con una migliore organizzazione del lavoro, che abbiamo cercato di proporre, non saremmo arrivati a questi esuberi.”

“Non so quali sono gli errori specifici dell’azienda, ma di sicuro, se siamo a questo punto, li ha fatti. E’ abbastanza evidente che la nuova generazione non è stata all’altezza della precedente” è l’opinione di Gianni Sappia.

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