IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Processo per liti tra vicine di casa, cade l’accusa di stalking: entrambe condannate ad 800 euro per lesioni

Savona. Il processo che le vedeva imputate era diventato quasi un caso: a giudizio per stalking, insolitamente, c’erano infatti due donne. Due vicine di casa che, per mesi, si sono date battaglia in aula, accusandosi a vicenda di insulti, molestie, danneggiamenti, persecuzioni e dispetti di ogni tipo. Episodi che, attraverso querele reciproche, le avevano trasformate in imputate ed allo stesso tempo parti civili dello stesso processo. Un procedimento che alla fine non ha visto né vincitori né vinti: una è stata assolta per il reato di stalking, mentre l’altra per gli episodi di minacce e ingiurie.

Entrambe sono invece state condannate ad 800 euro di multa per l’accusa di lesioni. Inoltre il giudice le ha condannate a risarcire la parte civile con mille euro: un risarcimento che, di fatto, è quindi soltanto “figurato” visto che tutte e due sborseranno la stessa cifra.

A giudizio, oltre alle due donne (che nel frattempo sono diventate ex vicine di casa), una trentanovenne ed una quarantaquattrenne, c’era anche il compagno della seconda, che però è stato anch’esso assolto da ogni accusa. Il processo in questione era andato avanti per più di un anno. Tutto era partito da una serie di querele reciproche, ma l’accusa di stalking era contestata solo alla più giovane delle due (assistita dall’avvocato Tiziano Gandolfo) che, secondo quanto le viene contestato, sarebbe arrivata al punto di far provare alla vicina “un perdurante e grave stato d’ansia e di paura tale da costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita”. Ed in effetti la quarantaquattrenne (che era difesa dall’avvocato Marco Genta), esasperata, aveva deciso di denunciare la vicina. Da quel momento le querele e le controquerele si erano ripetute una dopo l’altra portando poi al rinvio a giudizio dei tre (tutti in aula nella doppia veste di imputati e parti civili).

Nelle scorse udienze erano state ripercorse le tappe della loro battaglia: la presunta “stalker” (che da qualche tempo non abita più nella palazzina del Santuario teatro delle liti) aveva raccontato di essere anche stata aggredita in un’occasione e più volte insultata. Una versione smentita dalla rivale e dal suo compagno che avevano invece accusato lei di averli insultati, di avergli tirato oggetti sul terrazzo e, in un caso, di avergli addirittura mostrato il posteriore debitamente denudato. Episodi che sarebbero stati documentati da fotografie e filmati ripresi da una telecamera che la coppia aveva installato proprio per documentare le molestie subite.

Il giudice Laura De Dominicis, nel corso del processo, aveva anche invitato più volte le parti a cercare di trovare un accordo al di fuori dell’aula di giustizia. Una soluzione che però non era stata ritenuta percorribile. Le due donne hanno infatti preferito portare la loro battaglia legale fino alla fine. Chissà che alla luce del risultato, di sostanziale “pareggio”, ad entrambe non sia rimasto un po’ di amaro in bocca.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.