IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Piloni mariani: un censimento fotografico e pittorico nel volume “Val Bormida in versi colorati”

Murialdo. La devozione mariana è sempre stata quotidiana e fervente preghiera in Val Bormida, quale tradizione religiosa che si è sempre più radicata ed ampliata fino ad oggi.

Una delle vie montane più note e percorse dai pellegrini fu quella che congiunge il Piemonte con la Liguria: dal paese di Castelnuovo di Ceva, passando presso il Santuario del Deserto sulle alture sopra il paese di Millesimo, per giungere al paese di Murialdo.

I piloni mariani dapprima venivano edificati lungo le vie di pellegrinaggio verso i santuari e dedicati sia a santa Maria che ad altri santi, tra i quali i più ricorrenti, sant’Antonio, san Giuseppe, sant’Anna e santa Lucia: particolari sono quelli di sant’Ilario in Roccavignale e san Marco in Piana Crixia.

Oltre al significato di preghiera e raccoglimento di pace, nel corso degli anni, i piloni sono stati costruiti dai cacciatori anche nei boschi, molteplici si trovano fra le alture a confine di Cengio, Cosseria e Cairo Montenotte, e pure dalle famiglie lungo le vie comunali e provinciali, come ad Osiglia, Pallare, Cengio, per grazia ricevuta o in ricordo di un tragico evento.

Detengono il primato di quantità, i Comuni di Dego (oltre 50) e Murialdo, e a seguire Calizzano e Cairo Montenotte, con una particolarità nel comune di Bormida, in cui sorprende vedere una statua della Madonna addirittura installata su una enorme roccia.

Uno dei più antichi è possibile vederlo a Massimino. Ogni castello o palazzo nobile aveva in passato oltre la propria cappella interna, anche un pilone esterno come conserva ancora il Palazzo Cappa ad Altare.

Le famiglie valbormidesi hanno sempre restaurato questi simboli della cristianità cattolica, addirittura creando sulle facciate delle proprie case una nicchia a semicilindro con grate o vetrata di riparo, per la propria statuetta mariana a custodia dell’unione e serenità familiare.

Purtroppo la civilizzazione con l’avvento di nuove strade asfaltate, ha determinato la soppressione di alcuni di essi, ormai solo un ricordo in antiche pitture.

Sono invece ben restaurati quelli lungo le vie e negli incroci delle vie comunali a Mallare, Carcare, Plodio e Bardineto.

Il censimento fotografico e pittorico dei piloni religiosi farà parte del libro “Val Bormida in versi colorati”, come tutte le altre architetture sia religiose che civili, dal periodo romanico ai giorni nostri.

Uno degli ultimi piloni valbormidesi, in una delle più piccole frazioni, Riofreddo di Murialdo, è stato creato da Simona Bellone, la cui poesia dipinta riporta queste parole: Ave Maria, Veglia su di noi incerti focolai d’amore, in questa valle che anela al tuo candore, perché eterni spiriti in fiamma di pace, siano preghiera in canto che mai tace”.

La poesia è ispirata alla devozione mariana in omaggio e preghiera ai riofreddesi, per fatale combinazione ultimata nelle prime ore del 45° anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina (25/05/1887-23/09/1968).

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.