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In Liguria ci sono 9500 associazioni no profit, il 10% dei liguri è impegnato in volontariato

Liguria. Sono circa 9.500 le associazioni no profit in Liguria. Una galassia di organizzazioni che spaziano in diversi ambiti dando lavoro a poco meno di 19mila addetti e in cui operano circa 157mila volontari, il 10% dell’intera popolazione ligure, un valore percentuale più elevato rispetto alla media italiana (8%) e a quella del Nord Ovest (8,9%). A dirlo sono i numeri contenuti nell’ultimo rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato che fotografa gli effetti della recessione e le risposte degli italiani.

“Tra il 2001 e il 2011 – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – in Italia il numero delle associazioni no profit è cresciuto del 28%. Oggi se ne contano 301.191, che occupano 680.811 persone e vengono aiutate nelle loro attività da ben 4.758.622 volontari, pari all’8% della popolazione. La Liguria, com’è noto, è la regione più anziana del mondo con una quota di over 65 che rappresenta il 26,7% dell’intera popolazione regionale. Proprio per rispondere alla crescente esigenza di assistenza da parte della popolazione anziana, abbiamo assistito alla nascita di una rete di associazionismo molto radicata sul territorio, che si fonda in gran parte sul volontariato, ma che dà oggi anche una valida risposta occupazionale e nel contempo supporta i servizi sociosanitari garantiti dall’offerta pubblica”.

Le esigenze di assistenza agli over 65 e, in generale, di cura della famiglia, hanno provocato un boom del numero di badanti e di collaboratori domestici: secondo Confartigianato, nel 2011 sono complessivamente 881.702 e negli ultimi cinque anni sono aumentati di 257.456 unità, con una crescita del 53,7%. In Liguria sono circa 31mila le badanti iscritte all’Inps e lavorano per il 3,8% delle famiglie.

“È ovvio che in tempi di crisi i nuclei familiari che possono permettersi un aiuto esterno siano un numero limitato – commenta Grasso – per questo pensiamo sia più che mai indispensabile sostenere e promuovere la nascita e la diffusione di associazioni no profit che implementino l’offerta pubblica dei servizi assistenziali e domiciliari, che oggi risulta insufficiente rispetto alla domanda crescente da parte delle famiglie. Partendo dalla messa in rete del variegato mondo dell’associazionismo no profit che opera nel Terzo Settore, è possibile iniziare la realizzazione di un nuovo welfare orizzontale a misura della realtà sociale, economica e occupazionale e dei nuovi bisogni dei cittadini-imprenditori e delle loro famiglie”.

Commenti

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  1. IronMan
    Scritto da IronMan

    Su 9500 Associazioni, 9480 sono “profit” . . . presentano bilanci “creativi” (diciamo così), ma nella realtà dei fatti (sul territorio) si permettono dipendenti, mezzi, attrezzature e locali degni di una piccola azienda . . . sarei curioso di conoscere e leggere i bilanci presentati in Regione, auspicandomi nel frattempo che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza vadano a controllare di persona l’attendibilità dei documento finanziario . . . ad esempio a Pietra Ligure se ne scoprirebbero delle belle (e mi fermo qui per adesso !!)

  2. Tex Murphy
    Scritto da Tex Murphy

    9500 associazioni no profit…..vorrei proprio sapere quanti invece ne ap-profit…