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Iscrizione Camere di Commercio, caos per le società di mutuo soccorso. L’assessore Rambaudi: “Servono azioni di sostegno”

Liguria. Valter Giuseppe Ferrando (Pd) ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale sottoscritta anche da Antonino Oliveri, Giuseppe Maggioni, Antonino Miceli, Giancarlo Manti e Sergio Scibilia del Pd, Marco Limoncini e Massimo Donzella dell’Udc, Alberto Marsella e Nicolò Scialfa di Diritti e libertà, Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando), Alessandro Benzi (Sel), Giacomo Conti(Federazione della sinistra-Rc) e Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva) sulle società di mutuo soccorso.

Ferrando ha ricordato che con il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese), convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221 sono state introdotte modifiche alle norme riguardanti le funzioni ed il campo di attività delle società di mutuo soccorso. Il decreto prevede che le società di mutuo soccorso debbano iscriversi nella sezione imprese sociali presso il registro delle imprese secondo criteri e modalità stabilite da un decreto del Ministero dello sviluppo economico.

Il 19 maggio 2013 è stato emanato il citato decreto ministeriale con il quale è stato fissato nel 19 novembre 2013 il termine entro il quale le società di mutuo soccorso dovranno presentare l’istanza di iscrizione al registro delle imprese presso le Camere di Commercio interessate. “Poiché la piena operatività delle nuove norme consentirà di rafforzare e di ampliare il settore di intervento delle società di mutuo soccorso che, in tanti anni, a partire dalla metà dell’800, hanno svolto un ruolo rilevante in campo sociale – ha detto Ferrando – E considerando che in questa fase transitoria è necessario un sostegno alle società di mutuo soccorso per assicurare che il percorso delineato dalle nuove norme possa avere un esito sicuro e positivo chiedo alla giunta quali iniziative intenda assumere nei confronti di altri soggetti pubblici, a partire dalle Camere di Commercio affinché, con una adeguata azione di sostegno, la scadenza indicata dal decreto ministeriale possa essere superata con il rafforzamento di una importante rete di solidarietà sociale”.

Per la giunta ha risposto Lorena Rambaudi, assessore alle Politiche sociali, terzo settore, pari opportunità. “E’ importante recuperare appieno la radice mutualistica che fu all’origine nel ‘800 della nascita delle Sms – ha detto – e inserire le società di mutuo soccorso nel terzo settore mantenendo viva la normativa sul loro carattere storico e culturale e talvolta anche artistico che non vanno assolutamente smarriti. La norma nazionale ha spiazzato molte di queste società perché è stata varata senza un dialogo preventivo con loro. Tuttavia la possibilità di avviare una mutua integrativa nell’ambito del privato si inserisce in un terreno fertile. Peccato che sia nata senza il coinvolgimento dei soggetti che ne dovrebbero diventare protagonisti e che oggi incontrano difficoltà a interpretare e ad attuare le norme in vigore. Occorre quindi valutare modifiche alle regole che trovano difficoltà di applicazione concreta e procedere ad una revisione organica a livello nazionale. Una soluzione che oggi purtroppo non è in agenda in tempi brevi anche per la difficile situazione politica generale. Quello che concretamente possiamo fare è agevolare le Sms nei rapporti con le Camere di Commercio”.

Valter Ferrando (Pd) ha ricordato che le Sms danno un contributo importante a livello sociale: “Sembrerebbe essere in arrivo un atto che proroghi di sei mesi la data di entrata in vigore delle nuove norme. Il rischio è che tutto venga travolto dalla crisi di governo. Purtroppo il termine del 19 novembre si avvicina pericolosamente e dobbiamo agire rapidamente e in modo efficace perché queste società gloriose a cui tanti dobbiamo molto non abbiano problemi”.

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