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Guerra simulata in spiaggia ad Alassio, Galtieri: “Il Comune valuti meglio il ritorno d’immagine di certi eventi”

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Alassio. “‘Insieme X’ si chiede con quale visione e progettazione della nostra immagine, quale città a vocazione esclusivamente turistica, l’amministrazione abbia potuto concedere l’uso del nostro arenile per una manifestazione di guerra simulata. Senza voler commentare l’aspetto morale, ci si chiede come si possa pensare che un tale evento rappresenti spettacolo, cultura, intrattenimento o semplicemente divertimento”: a sostenerlo è il gruppo consigliare guidato da Angelo Galtieri che commenta la manifestazione di soft air che, tra sabato e domenica, ha visto alcune squadre di “simil-soldati” darsi battaglia sulla spiaggia alassina, allestita con tanto di trincee, mitra spianati e gommoni pronti a uno sbarco il stile Normadia.

“‘Insieme X’ non può che dissociarsi da tale manifestazione e si augura che in futuro l’amministrazione valuti meglio il ritorno di immagine di ogni evento, senza limitarsi ad appoggiare tutto ciò che gli viene proposto” si legge ancora in un commento postato via Facebook dal gruppo, che affianca le foto “militari” di questo weekend d’ottobre sul litorale della città del Muretto a quelle del fine settimana precedente, con tanto di cavalli a bordo mare.

La manifestazione di guerra simulata è stata organizzata da Ram A.l.s. 2001, associazione di soft air con sede a Villanova d’Albenga, e che ha devoluto l’incasso al Gaslini di Genova.

Commenti

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  1. Scritto da jimmy il fenomeno

    che ha devoluto l’incasso al Gaslini di Genova…

    noi giocatori di soft air,criminali guerrafondai e molto altro…..

    svegliatevi,non siamo noi che andiamo in giro a fare danni…..

  2. fotografAle
    Scritto da fotografAle

    Il fatto che nessuno smentisca, da la sensazione che le voci poi tanto infondate, in fondo, non fossero?
    Con un po’ di magone, mi fa venire in mente quel tale che conoscevo, che narrava la storia di quello a cui “gli avevano dato le mostrine e le stelle, e il consiglio di vendere cara la pelle. E quando gli dissero di andare avanti, troppo lontano si spinse a cercare la verità. Ora che è morto la patria si gloria, d’un altro eroe alla memoria.”
    Se chiunque (non militare intendo) si mette ad indossare divise, fregi, gradi, mostrine e stellette, oltre al rischio di commettere reati (il primo che mi viene in mente è quello di sostituzione di persona, art.494c.p.) compie un atto davvero oltraggioso e vile nei confronti di quelli a cui è rimasta solo la “gloria, d’un altro eroe alla memoria”.
    E lo Stato pure commette una grave mancanza nel non controllare queste situazioni, avendo offerto un’onoreficenza in cambio della vita, non è neppure capace di salvaguardarne la memoria.

  3. fotografAle
    Scritto da fotografAle

    Gira voce che ci fossero uomini e mezzi dotati di fregi, mostrine e stellette, questi erano militari sul serio, vero?