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Genova, individuati i “pony express” della droga: coinvolta anche fruttivendola savonese

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Genova. L’ultima frontiera dello spaccio di droga sono i “pony express”. Questo uno dei metodi utilizzati dalla banda di pusher sgominata nelle scorse ore a Genova. Sono così finite in carcere sette persone, mentre altre due avranno l’obbligo di firma. Coinvolta anche una 34enne savonese.

Eroina arresti Genova

Teatro dello spaccio, che per l’ingente volume viene definito dalla polizia come “forsennato”, il centro storico, ma non solo. L’indagine, coordinata dal Pubblico Ministero Dr. Biagio Mazzeo, è partita a dicembre 2012, dall’arresto di 2 giovani sorpresi, nei pressi di Piazza dell’Annunziata, in possesso di più di 50 grammi di eroina in pietra.

I successivi sviluppi investigativi hanno portato ad Hadifi Aymen, tunisino di 28 anni che, a dispetto dell’età, dimostrava di essere uno scaltro fornitore di sostanze stupefacenti, vendute a spacciatori al dettaglio nell’intricato dedalo di vicoli genovesi. Il suo monitoraggio ha consentito, inoltre, di individuare un suo connazionale, Lotfi Khelifi, anch’egli ventottenne, al vertice di un gruppo di persone, tutte italiane, dedite alla vendita al minuto di eroina.

Particolare era il modus operandi del sodalizio che vedeva il Lotfi organizzare l’attività degli altri soggetti sfruttandone la condizione di tossicodipendenza: “questi ultimi – spiega Fausto Lamparelli, capo della Squadra Mobile della Questura di Genova – in cambio di qualche dose di eroina, si prestavano a effettuare le consegne per conto del tunisino, utilizzando scooter e automobili e recandosi spesso anche a domicilio del cliente, comportandosi da veri e propri “pony express” della droga. Il gruppo si distingueva per efficienza e metodicità riuscendo, nel giro di poco tempo a creare una rete di contatti tale da rendere necessario l’approvvigionamento dell’illecita sostanza anche da altri fornitori per rispondere a una domanda costantemente crescente”.

Tra i poni express anche una coppia di coniugi, Etbissi Sofien, tunisino di 32 anni e Burastero Michela, savonese, 34 anni, residenti a Begato e con un negozio di ortofrutta nel quartiere di Marassi, utilizzato anche per l’occultamento e il confezionamento della sostanza stupefacente. Il 26 febbraio scorso, infatti, i due coniugi sono finiti in manette e trovati in possesso di più di 180 grammi di eroina e quasi 150 grammi di hashish, occultati in parte all’interno di una cassetta del pronto soccorso presente all’interno del predetto esercizio commerciale, in parte nella loro abitazione.

Il 3 luglio scorso anche Lotfi è stato arrestato perché sorpreso con circa 280 grammi di eroina nei pressi del casello autostradale di Genova Voltri. All’alba di oggi sono invece stati eseguiti i provvedimenti cautelari in carcere nei confronti di Hadify Aymen, Etbissi Sofien, Burastero Michela, Lotfi Kelifi, Piazza Ivan, Palese Pasquale e Formisano Vittoria.

Commenti

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  1. Scritto da El Rey del Mundo

    Non ditemi che la fruttivendola savonese guadagnava di più a smerciare droga che a vendere banane e melanzane…