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Fulmine abbatte campanile di Sant’Eusebio a Perti: “Un boato pazzesco”. Si contano i danni foto

Perti. “Un boato pazzesco”. Così la custode della chiesa di Sant’Eusebio a Perti Alto definisce il fragore del fulmine che si è abbattuto ieri pomeriggio sulla sommità del campanile. La saetta ha provocato danni ingenti alla struttura, sbriciolandone parti che sono ricadute sui tetti e sul terrazzo sottostanti.

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“Stavo andando in chiesa, quando un vicino mi ha detto che è venuto giù il campanile – racconta la custode – Infatti ho sentito un botto spaventoso e ho avuto paura. Mio marito, che era in casa, ha pensato che fosse un terremoto. Ci sono pietre da tutte le parti. Qui ci sono tre case con altrettante famiglie”.

Il fulmine ha scaricato la sua potenza sul crocifisso di ferro che svettava sulla sommità centrale delle torri della chiesa. I vigili del fuoco hanno eseguito un primo intervento di messa in sicurezza, ma ora si dovrà attendere l’installazione del ponteggi per capire quali interventi specifici effettuare e per quali importi.

La diocesi di Savona-Noli, che oggi ha inviato i tecnici per il sopralluogo, procederà anzitutto con lavori d’urgenza per tamponare le infiltrazioni d’acqua ed evitare ulteriori crolli.

Paolo Pacini, impiegato dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Savona-Noli, spiega: “Sono cadute porzioni rilevanti della struttura, per fortuna su terrazzi e tetti in un momento in cui non c’era nessuno. Provvederemo sicuramente a mettere in sicurezza tutto l’edificio, anche per evitare che penetri acqua all’interno. Una volta realizzati i progetti, con Sovrintendenza e Comune, avvieremo il restauro”.

Ora è il momento della conta dei danni: difficili da quantificare, sino al montaggio dei ponti. Ma è certo che gli oggetti di pregio sono stati messi in salvo. “Alcuni materiali sono già stati prelevati con cura e depositati presso il Museo del Finale – prosegue Pacini – La croce apicale è ora conservata all’interno della parrocchia. Tutte le parti di pregio artistico sono state prese e messe in luogo sicuro”.

“Negli edifici di culto prevenzione e manutenzione sono fondamentali, ma è chiaro che di fronte a fenomeni straordinari come terremoti o fulmini bisogna solo sperare che non capitino e che nessuno si faccia del male” conclude l’impiegato dell’Ufficio diocesano dei Beni Culturali .

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