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Fruttital, al massimo 15 su 60 lavoratori nel nuovo impianto di Vado: “Tavolo istituzionale urgente”

Albenga. Il piano per il nuovo polo logistico a Vado Ligure c’è, ma resta l’incognita della sorte dei dipendenti. L’incognita pesante della ricollocazione degli esuberi. L’incontro di oggi all’Unione Industriale, infatti, non ha fatto luce sul futuro dei dipendenti della Fruttital che, con la chiusura del magazzino di Albenga, si avvia al trasferimento nel nuovo sito vadese. Soltanto 15 lavoratori, al massimo, sui 60 dello stabilimento ingauno troveranno impiego nel nuovo impianto.

“Il piano industriale per Vado c’è, sì, ma siamo nella fase iniziale – commenta Antonio Bisceglia, segretario della Fisascat Cisl di Savona-Imperia – Devono esserci comunicate una serie di informazioni importanti, che abbiamo calendarizzato entro la fine del mese. Bisogna capire quanti lavoratori troveranno occupazione e quanti altri, invece, dovranno passare attraverso un periodo di mobilità”.

Sebbene rimanga l’attesa per ulteriori e più approfondite comunicazioni dalla dirigenza del gruppo Orsero, la prospettiva del trasferimento limitato ad una decina o quindicina di unità lavorativa, a fronte della sessantina di dipendenti del Polo 90, getta nello sconforto maestranze e sindacati, già sul piede di guerra dopo la cassa integrazione. Per la maggior parte degli operai il reintegro nel nuovo polo logistico di Vado è una solo chimera.

“Nel giro di pochissimo contiamo di aprire il tavolo istituzionale con Regione, Provincia e Comune di Albenga. Dobbiamo trovare collocazione a quella gran parte di persone che non troveranno risposta nella delocalizzazione – sottolinea Bisceglia – E’ importante che le istituzioni facciano la loro parte. L’ex sito è stato messo in vendita o in locazione: è sul mercato, ci è stato detto. Quindi urge ancora di più una soluzione occupazionale a stretto giro”.

“Ci aspettavamo qualche risposta in più oggi – conclude il responsabile della Fisascat Cisl – Ma sarà nostro compito entro un mese avere tutte le risposte che ci spettano. Puntiamo a trovare soluzioni mediate perché in questo momento sarebbe una iattura abbandonare il tavolo delle trattative. Abbiamo già chiesto un impegno a verbalizzare e stipulare man mano un accordo, ogni qual volta c’è un confronto. Attendiamo la data del prossimo incontro”.

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