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Ex Baglietto, Lazzari (Fiom Cgil): “Due anni persi con Azimut, senza il piazzale a dicembre i lavoratori sarebbero stati licenziati”

Varazze. “Dopo tre anni di crisi, le batoste e le illusioni, ora l’auspicio c’è. Rimaniamo con i piedi per terra, comunque. Il cantiere si può finalmente definire tale, a tutti gli effetti, con la riassegnazione del piazzale a Baglietto”. Lo afferma Alberto Lazzari della Fiom Cgil, esprimendo soddisfazione per l’imminente ripresa della produzione, ma anche amarezza per i mesi persi in trattative con Azimut Yacht-Benetti che non hanno portato all’esito sperato.

alberto lazzari

“Siamo a chiedere di verificare il piano industriale, di portare barche e lavoro – prosegue – La Azimut continua ad essere una grande azienda, ma non ha mai rispettato gli accordi: sono stati due anni persi. Si gira pagina: i lavoratori vogliono rientrare in produzione. Galantini ha riportato in vita il cantiere.
Considerata la crisi della nautica, anche il refitting consente di approntare un programma di ripresa del lavoro. Era necessaria la garanzia dell’assuntore del concordato per ripartire da quello che c’è”.

“Un paio di anni fa abbiamo cercato in tutti i modi, con accordi e protocolli, di inseguire la soluzione Azimut. C’è sempre stata l’attenzione di Regione e istituzioni e ora, con l’uscita di scena di Azimut, questa attenzione non deve calare. Quindi è urgente un tavolo per definire il riavvio dell’azienda. Partire con il refitting è una garanzia di concretezza e lavoro” osserva Lazzari.

La Baglietto Snc ha vinto il bando per l’assegnazione del piazzale garantendo un investimento di tre milioni e mezzo ed il reintegro del personale, quello che Azimut non ha saputo assicurare (anzi, lo scoglio sul quale si sono infranti gli accordi). “A Varazze c’è di nuovo il cantiere e ora si può riprendere a lavorare dopo due anni persi dietro all’Azimut che, promettendo l’assunzione delle maestranze e un grande progetto di sviluppo, fece chiudere lo stabilimento con un’estenuante trattativa e accordi mai onorati dai fatti” si legge in una nota della Cgil ligure.

“Senza il piazzale a dicembre, scaduta la cassa integrazione, i lavoratori sarebbero stati licenziati e il cantiere chiuso per sempre. Ora, un passo alla volta, si può ripartire” conclude Alberto Lazzari.

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