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“Discariche controllate e gestione del ciclo dei rifiuti urbani”: il punto nel convegno di Vado Ligure

Vado Ligure. Il ciclo dei rifiuti urbani dai punti di vista normativo, ambientale, economico e tecnologico è il tema trattato questa mattina nel convegno “Discariche controllate e gestione del ciclo dei rifiuti urbani”, al Sea Art Hotel di Vado Ligure, organizzato da Ecosavona (Gruppo Geotea) in occasione dei venti anni della discarica del Boscaccio e dieci dall’applicazione del Decreto legislativo 36/2003.

Nell’apertura dei lavori il sindaco di Vado Attilio Caviglia ha illustrato le motivazioni amministrative e politiche che hanno portato, durante la giunta Peluffo, alla nascita della discarica controllata del Boscaccio, presentato oggi come modello corretto di smaltimento dei rifiuti ed esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Tra gli argomenti affrontati dal primo cittadino di Vado anche catena societaria della controllante. “Geotea aveva come controllante una società con sede in un’isola caraibica -ha a detto Caviglia – il Comune aveva chiesto il trasferimento della società controllante di Geotea in un paese europeo ottenendo risposta positiva. Attualmente il trasferimento è in corso e mi risulta che sia alla sua fase conclusiva”.

All’amministratore delegato di Geotea, Enrico Poliero il compito di illustrare i principi della gestione della discarica vadese. Sono tre i fattori principali alla base di questo modello: l’efficienza dell’impianto, che ha permesso di avere tariffe competitive, evitando qualsiasi emergenza rifiuti sul territorio e garantendo continuità dei servizi; l’adesione al contesto normativo, considerata non come un’azione imposta dall’esterno ma azione base di gestione corretta e l’integrazione con il territorio, concretizzata in un parternariato pubblico-privato che ha portato ad una importante ricaduta economica sul territorio e sostegno ad attività sociali e sportive.

L’amministratore delegato di Geotea ha proposto che la fase di avvio dell’impianto di prettrattamento, che permette di avere il recupero di una frazione consistente del rifiuto prima del suo avvio in discarica, venga considerata a tutti gli effetti come la raccolta differenziata, con ricaduta positiva per i cittadini ed i Comuni in termini di ecotassa.

Nell’intervento “Aspetti economici e riferimenti di mercato nella gestione del ciclo dei rifiuti: riflessioni sui driver di efficienza e creazione di valore” Andrea Paliani, Partner di Ernst & Young – Responsabile Global Advisory Power and Utilities, ha spiegato come l’Italia si stia avvicinando all’obiettivo europeo sulla gestione dei rifiuti, con la Liguria ancora un passo indietro. Nel 2011 il costo di gestione del ciclo dei rifiuti è, secondo la media nazionale, di 292 euro a tonnellata; di questi 99,6 euro a tonnellata per la raccolta be trasporto, 99 euro per trattamento e smaltimento e 134 euro a tonnellata per la raccolta differenziata, mentre i costi di gestione sono di 39 euro a tonnellata. I costi della discarica del Boscaccio, per trattamento e smaltimento, sono di 93 euro a tonnellata, mentre la media ligure è di 300,1 euro a tonnellata. Dallo studio presentato da Paliani è emerso che nei comuni di maggiori dimensioni del Nord Italia il costo di gestione e smaltimento dei rifiuti è più elevato (308 euro a tonnellata) rispetto a quello dei comuni minori (intorno ai 230 euro a tonnellata).

Claudia Pasqualini Salsa, avvocato esperto in diritto dell’ambiente, ha fatto un “Bilancio sull’applicazione del D.lgs 36/2003 e punto sulla normativa” partendo dai principi comunitari in base ai quali l’UE, nell’obiettivo di quella che viene definita una “società del riciclaggio”, si propone evitare la produzione di rifiuti vederli, ed utilizzarli, come una risorsa. Il rifiuto deve quindi essere raccolto separatamente, nella misura in cui questa politica sia praticabile dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico, prima di essere sottoposto ad operazioni di recupero che diano il miglior risultato ambientale complessivo. Nelle considerazioni finali Pasqualini Salsa ha auspicato che i Comuni possano ottenere l’esenzione del tributo speciale per quella parte di frazione umida sottoposta a biostabilizzazione, con la garanzia che il recupero effettivo venga contabilizzato come raccolta differenziata.

Il professor Giuseppe Genon, docente del Politecnico di Torino, in una rassegna sulle varie tecnologie impiegate nello smaltimento dei rifiuti (“Punto sulle tecnologie per la gestione dei rifiuti urbani”) ha sottolineato come si debba agire sul comportamento nella produzione stessa del rifiuto proponendo un veademecum per la prevenzione di produzione dei rifiuti.

Il nuovo impianto di pretrattamento di Ecosavona che verrà realizzato presso la discarica del Boscaccio è stato illustrato da Sebastiano Chizzali, Direttore delle Operazioni del Gruppo Geotea. L’impianto avrà una potenzialità di 400 tonnellate di rifiuti al giorno e sarà articolato in due sezioni separate: una per la tritovagliatura, nell’edificio esistente, in grado di trattare anche il picco dei mesi estivi dal quale uscirà la frazione secca imballata eliminando il problema della dispersione dei sacchetti di plastica; in una seconda sezione verrà trattata la frazione umida, poi utilizzata come copertura giornaliera della discarica. Delle 400 tonnellate trattate il 60% sarà avviato in discarica e il 40% biostabilizzato. Il processo di biostabilizzazione porterà alla riduzione di un terzo dei rifiuto sottoposti a questo trattamento. Tra gli ulteriori sviluppi ci sono studi volti al recupero dei materiali ferrosi e procedure per ottenere materie prime riutilizzabili dai rifiuti in particolare dalla plastica.

Giovani Paglia, presidente di LBO Italia Investimenti, società controllante del Gruppo Geotea, ha infine evidenziato gli investimenti che il Gruppo farà sul territorio e legati all’ampliamento della discarica del Boscaccio. “La giornata di studio di oggi – ha detto Paglia – dimostra la vitalità di Ecosavona e la sua costante collaborazione con il territorio. L’ampliamento della discarica del Boscaccio, realizzato con le autorizzazioni e la collaborazione degli organi competenti, Regione, Provincia e Comuni, garantirà ulteriori dieci anni di attività e smaltimento dei rifiuti, senza emergenze. L’investimento previsto è di alcune decine di milioni di euro”.

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