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Lettere al direttore

Caccia sospesa: quello che i politici regionali non dicono

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Che c’era da aspettarsi da un “calendario venatorio regionale”, redatto a mo’ di fotocopia di una delibera già sospesa dal Consiglio di Stato il 15 ottobre? Una nuova sospensione (in questo caso del TAR Liguria in data 24 ottobre), evidentemente.

Ma nelle stanze di Via Fieschi si continua ad inveire, in modo puerile, contro il destino cinico e baro, quando invece l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in un articolato parere di sette pagine reso il 22 aprile scorso all’amministrazione regionale, formulava una serie puntuale di rilievi in materia di pressione venatoria sulle specie selvatiche migratrici, come al solito eluse dall’Assessorato caccia.

Venivano criticate dall’ISPRA, ad esempio, le date di chiusura della caccia a tordi e beccacce troppo dilatate sino a fine gennaio, l’eccessivo disturbo ai selvatici nel mese di agosto provocato dall’allenamento dei cani da caccia prima della apertura della stagione venatoria, i periodi di caccia al colombaccio e agli uccelli acquatici, le deroghe che aggiungono altre due giornate di caccia settimanali (oltre alle canoniche tre settimanali) nei mesi di ottobre e novembre, e i problemi di tossicità nella cottura di carni di ungulati contenenti minuscoli frammenti di piombo di munizioni, da sostituire con quelle “monolitiche” in rame o altri metalli atossici.

Solo questi argomenti sono stati l’oggetto del ricorso delle associazioni WWF, LAC e VAS (Verdi Ambiente e Società); la Regione, pur non di effettuare alcuni ritocchi alla propria delibera, ha preferito rischiare la sospensiva dell’intero provvedimento, e così è stato. E pare che oggi pomeriggio la Giunta voglia mettere la terza toppa al terzo buco.

In attesa dell’adunata di stasera dei cacciatori a Genova, si susseguono esternazioni di politici e dirigenti venatori, che tirano in ballo, come foglia di fico, presunte conseguenze sull’agricoltura ligure derivanti anche dalla sospensione della caccia al cinghiale. Tuttavia:

1) la caccia al cinghiale, di per se, non figura tra i punti del ricorso ambientalista ;

2) il cinghiale è stato reinserito in Liguria, a fini venatori, in provincia di Savona tra il 1967 e il 1974 da parte di associazioni venatorie e circoli locali con il placet delle pubbliche amministrazioni; da qui poi la sua espansione demografica nelle province confinanti. Altri lanci di cinghiale erano stati effettuati dal mondo venatorio in Provincia di Genova nei primi anni ’70 (pubblicazione della Regione Liguria: “Analisi faunistico-venatoria ed ecologica della regione Liguria”, prof. Emilio Balletto, Istituto di Zoologia Università di Genova, 1977)

3) da anni le associazioni ambientaliste richiedono, invano, alla Regione di vietare in modo totale i foraggiamenti dei cinghiali in primavera-estate, praticati nei boschi dalle squadre di cacciatori, per trattenere gli esemplari nella propria zona operativa;

4) l’aumento della specie è favorito implicitamente anche dai regolamenti regionali e provinciali, che assegnano in modo esclusivo i territori di caccia a squadre di cacciatori che non hanno interesse a diminuirne in modo drastico la consistenza, per garantirsi le cacce dell’anno successivo; non a caso in varie province di norma si caccia il cinghiale solo due giorni la settimana, ossia si tratta della specie che ha il minor numero di giornate di caccia in assoluto;

5) per anni in Liguria la caccia al cinghiale ha avuto inizio a partire dall’1 novembre, anche per ragioni di sicurezza dei cacciatori stessi e degli escursionisti, connessi all’assenza della copertura fogliare degli alberi;

6) le squadre di cacciatori si oppongono all’utilizzo più diffuso di gabbie di cattura nei terreni agricoli, vedendo questa tecnica come una sorta di sottrazione di loro prede;

Sembrano pertanto in perfetta malafede le dichiarazioni di ipocrita preoccupazione per i danni all’agricoltura provocabili dai cinghiali a metà ottobre, in relazione alla causa pendente presso la magistratura amministrativa.

WWF
Lega Abolizione Caccia
Verdi Ambiente e Società
(sezioni liguri)

Commenti

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  1. Scritto da gioblek

    RISPONDENDO ALLA LETTERA SCRITTA DAL WWF VORREMMO SAPERE COME MAI IN UN PAESE VICINO A NOI, CIOE’ LA FRANCIA, CHE SI TROVA COME NOI IN EUROPA LA CACCIA E’ APERTA SETTE GIORNI SU SETTE, AL CINGHIALE SETTE GIORNI SU SETTE, FORSE LORO AVRANNO UNA FAUNA MOLTO PIU’ NUMEROSA? O LE LORO ISTITUZIONI AVRANNO UN’ALTRA CONCEZIONE DELLA NATURA? O AVRANNO MENO ASSOCIAZIONI CHE OSTEGGIANO QUESTO TIPO DI ATTIVITA’? PER LORO E’ UNA RISORSA ECONOMICA COME LA SPAGNA, NOI INVECE SIAMO CONSIDERATI DEI CRIMINALI AI QUALI SI DEVE NEGARE UN DIRITTO CHE ESISTE DA QUANDO ESISTE IL MONDO, CHE GRANDE NAZIONE CHE SIAMO DIVENTATI DOVE NON ESISTE PIU’ IL DIRITTO E NEPPURE LO STATO CONTINUIAMO COSI’ E PRESTO VEDREMO UNA BELLA RIVOLUZIONE.

  2. Scritto da giugamb

    Ma la finite di scrivere fesserie? Punto 1 allora perché è stata chiusa? Punto 2 fesseria colossale il cinghiale e stato sempre presente in Liguria anche se durante la guerra per ovvie ragioni aveva subito forti perdite. Negli anni 60 cinghiali provenienti dalla Francia si stabilirono in piemonte e da li….. Date un’occhiata alla banca dati ungulati…. Punto tre i foraggiamenti servono a non far morire i cinghiali di inverno e a tenerli fuori dai coltivi. Punto 4 l’aumento delle popolazioni e dovuto proprio a questi stop continui e all’opposizione ad oltranza contro ogni forma di caccia ad ogni costo, senza basi scientifiche e per partito preso. Obiettivamente non siete credibili. I cacciatori di cinghiali ne abbattono e come… Punto 5 …. Fa sorridere…. la foglia nei boschi liguri e presente per la maggior parte dell’anno e la caccia iniziava il 1 Novembre perché le femmine avevano ancora i cuccioli striati. Adesso non più perché sono troppi a causa dell’abbandono del territorio voluto da chi si occupa di ambiente. Provate a pulire un’oliveto incolto e vi fanno la multa ( notizia riportata sul secolo decimino). Ovviamente i cinghiali dove stanno? Punto 6 i cacciatori non si oppongono a mezzi legittimi come le gabbie piuttosto dicono che una volta catturati dovrebbero essere uccisi e non liberati nuovamente in altre zone come accade perché voi vi opponete vedasi savona… Cinghiali addormentati .. Catturati e rimollati. Sembrate pertanto in totale malafede.. Ah a proposito sono solo un contadino ….. In mezzo alla natura ci vivo costantemente e non solo alla domenica….

  3. Scritto da optimist

    Questa lettera di WWF ecc. dice la verità, dovrebbere essere stampata e distribuita agli angoli delle strade.
    Gli agricoltori adesso sanno a chi devono chiedere i danni.

  4. Scritto da carlitos

    Quante cagate andate contro le industrie che fanno più danno che 5 generazioni di cacciatori ma li non andate la paura fa 90 eh