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Cabur Altare, sciopero di 8 ore: convocato incontro con la Regione

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Altare. Esaurita la fase sindacale, la Regione ha convocato i rappresentanti aziendali della Cabur di Altare e le organizzazioni sindacali per la giornata del prossimo 4 novembre alle ore 9 e 30 presso la sede dell’Unione Industriali di Savona.

In quella giornata i lavoratori della Cabur e le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero di 8 ore con presidio e volantinaggio sotto la sede dell’Unione Industriali di Savona che si svolgerà nella mattinata dell’incontro (inizio alle ore 8 e 30).

“Obbiettivo della protesta e dell’incontro è riportare la trattativa sui binari normali delle relazioni sindacali, dove l’impresa e il sindacato diano prova di grande responsabilità, che non può essere un ‘prendere o lasciare’ posto nell’ultimo incontro dall’azienda” si legge in una nota di Fiom Cgil Savona.

“E’ necessario che le istituzioni locali, che così tanto hanno fatto in termini economici per la Cabur durante il 2005 e il 2006, inducano l’impresa a seguire un percorso meno radicale di quello proposto nell’ultimo incontro presso l’Unione Industriali di Savona, escludendo fin da subito la possibilità che l’impresa individui già oggi i 33 lavoratori e le lavoratrici in esubero, ma concordi con le organizzazioni sindacali un percorso di cassa integrazione straordinaria a rotazione con verifica mensile degli investimenti e dei carichi di lavoro. Alla fine del 2014, verificata la situazione del settore, degli investimenti e quindi dei carichi di lavoro , mettere in campo gli strumenti esistenti per tutelare i lavoratori e le lavoratrici che risulteranno ancora in esubero”.

“Non può essere accettato un percorso nel quale si identificano già oggi i nomi e cognomi degli esuberi che saranno licenziati alla fine del prossimo anno , senza tenere in considerazione possibili miglioramenti di fatturato, di commesse che potrebbero intervenire nel corso del prossimo anno anche grazie agli investimenti annunciati dall’impresa nel piano di sviluppo 2013-2018 – si legge ancora nella nota – Crediamo sia importantissimo pensare già oggi a possibili soluzioni per rioccupare i lavoratori che saranno alla fine del 2014 comunque espulsi dall’impresa, visto che stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori professionalmente preparati ed esperti del settore”.

“Il sindacato responsabilmente ha proposto all’impresa più di una strada per poter spostare il problema dei licenziamenti più avanti nel tempo, dai contratti di solidarietà alla cassa integrazione straordinaria per crisi fino alla mobilità con la possibilità di licenziare i lavoratori che raggiungessero i requisiti per la pensione nei prossimi 4 anni, tutto questo è stato rigettato dall’impresa, sostenendo che l’elemento a cui tiene di più sia concordare già oggi i nomi e cognomi dei lavoratori che licenzierà a fine 2014. Abbiamo sempre pensato che un piano industriale che prevede investimenti, come quello che ci ha presentato la Cabur, debba essere lo strumento che permetta all’impresa di migliorare la situazione attuale in tema di commesse di fatturato e quindi dei carichi di lavoro, che potrebbero, solo alla fine del 2014 e dell’anno di cassa integrazione straordinaria, portare qualche elemento più positivo di oggi”.

“Auspichiamo in un intervento e nella presenza degli amministratori locali delle comunità dove risiedono i lavoratori e le lavoratrici della Cabur , non soltanto in segno di solidarietà e vicinanza alle persone , ma soprattutto per contribuire alla riuscita di un accordo che tenga i lavoratori e le lavoratrici il più possibile all’interno dell’azienda, scongiurando altri licenziamenti che andrebbero ad aumentare il numero dei senza lavoro del nostro territorio” copnclude la nota Fiom Cgil Savona.

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