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Balneari, sindacati uniti nelle richieste al governo: sì a documento comune

Liguria. Erano oltre 2.000 gli imprenditori balneari provenienti da tutta Italia presenti al convegno unitario della categoria dal titolo: “Imprese balneari: occorre andare oltre il 2020! organizzato a Rimini in occasione del SUN – Salone Internazionale dell’esterno. Per la prima volta i 5 presidenti dei principali Sindacati di categoria hanno sottoscritto un documento congiunto con le richieste da sottoporre al Governo in merito ai propri innumerevoli problemi: dalla scadenza delle concessioni demaniali all’aliquota Iva, dalla Tarsu ai canoni pertinenziali, lo scopo è quello di salvare l’offerta turistico-balneare italiana, migliaia di posti di lavoro e soprattutto una tradizione ed una peculiarità che da sempre caratterizza gli oltre 8.000 chilometri di coste del nostro Paese.

Queste le richiese inderogabili dell’Assemblea degli imprenditori balneari italiani su iniziativa delle maggiori sigle sindacali del settore SIB-FIPE-Confcommercio, FIBA-Confesercenti, CNA-Balneatori, Assobalneari-Confindustria e Oasi Confartgianato: “E’ necessario trovare una soluzione urgente, se utile con un immediato ulteriore termine di pagamento, per imprese che stanno soccombendo al gravame insopportabile introdotto dai valori OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) nel calcolo del canone demaniale per le pertinenze dei balneari” si legge in una nota.

La categoria approva la proposta formulata dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta nella riunione che si è tenuta lo scorso 26 settembre presso i suoi uffici, alla presenza e con la condivisione di parlamentari appartenenti ai partiti di maggioranza Pd e Pdl, con la necessità di portare all’attenzione della Commissione Europea il ruolo fondamentale che il turismo balneare, e le 30.000 imprese, svolge nel contesto del turismo italiano rappresentandone una specificità e una peculiarità da difendere”.

Ecco i punti del documento: la vendita delle superfici sdemanializzate dovrà essere assicurata l’opzione a favore degli attuali concessionari in modo diretto tra Stato e concessionario senza passaggi intermedi; i sistemi di individuazione delle aree da sdemanializzare dovranno essere tali da consentire a tutte le imprese esistenti di potervi rientrare; l’unitarietà funzionale delle imprese deve essere considerata elemento essenziale in quanto si rivela di importanza fondamentale per garantire la salvaguardia, la tipicità e la stessa capacità di produrre reddito; la componente sindacale, così come è stato concordato, deve partecipare all’intera operazione ed in modo particolare ai criteri di determinazione dei valori delle aree e degli immobili che saranno alienati, così da garantire che la loro misura sia economicamente sopportabile da parte delle imprese; la scadenza delle concessioni in essere fissata dall’art. 34 duodicies, della legge 221/2012 nella data del 31 dicembre 2020, dovrà essere garantita ad ogni livello amministrativo da parte del Governo.

Nel contempo le organizzazioni sindacali ritengono doveroso ricordare al Governo l’opportunità e la necessità di assicurare risposte esaurienti sui seguenti argomenti: l’insufficienza della proroga delle concessioni in essere al 2020 e l’inderogabilità di una durata delle stesse ben più congrua ed analoga a quella attualmente un vigore in altri Paesi europei (20/30 anni); nell’attuale processo di revisione delle aliquote Iva, la necessità di uniformare il regime della stima per tutte le imprese turistiche, comprese quelle balneari; mantenere l’impegno di rivedere i canoni pertinenziali attraverso una ridefinizione delle opere di facile e difficile rimozione e l’abrogazione del riferimento ai valori OMI.

Commenti

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  1. .
    Scritto da .

    Balneari siete alla frutta! Il popolo non vi vuole più e rimarrete nei libri di storia.