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Acna, a comuni e territori la “perizia” sui danni ambientali. Al vaglio piano industriale Corrival, 63 nuovi occupati

Cengio. Comuni liguri e piemontesi, in collaborazione con i rispettivi enti e finanziarie regionali, dovranno presentare una relazione dettagliata all’Avvocatura dello Stato sui danni ambientali prodotti negli anni dall’Acna di Cengio e dalla produzione dello stabilimento chimico. Nel documento dovranno essere contenuti danni circostanziati, a vario livello, causati dal sito valbormidese per presentarli nella causa contro Eni- Syndial. E’ quanto è emerso nel primo tavolo tecnico convocato al teatro Jolly di Cengio, al quale hanno preso parte Avvocatura dello Stato, Ministero dell’Ambiente, Regione Liguria, Regione Piemonte e comuni liguri (Cengio, Millesimo, Roccavignale e Osiglia) e piemontesi.

La relazione verrà prima vagliata in tavoli tecnici regionali, ed in seguito presentata congiuntamente. “Finalmente ci troviamo assieme a tutti i sindaci per discutere chiaramente la questione. Ora applicheremo le direttive dell’Avvocatura e del Ministero con l’obiettivo di arrivare alla miglior soluzione possibile” afferma il sindaco di Cengio Sergio Marenco. Decisivo sarà il prossimo incontro, convocato dal Ministro Andrea Burlando, alla presenza dei governatori Roberto Cota e Claudio Burlando, previsto per la metà di ottobre, durante il quale si dovrà definire tanto il percorso relativo al danno ambientale quanto al riutilizzo delle aree per finalità produttive.

Intanto, arrivano le prime indiscrezioni sul possibile futuro assetto produttivo delle aree con la sola cordata di imprenditori locali guidata dalla società Corrival rimasta in corsa tra i soggetti interessati. Il piano industriale sarebbe ancora al vaglio di Filse, che sta valutando aspetti di sostenibilità, economicità e fattibilità del progetto, con alcune modifiche che verranno richieste alla società, fermo restando il fondamentale passaggio che riguarda l’iter di acquisizione con Eni-Syndal, alla quale spetterebbe l’infrastrutturazione delle aree indicate a riconversione produttiva.

Logistica retroportuale (con le possibilità offerte dalla piattaforma Maersk a Vado) e annesso raccordo ferroviario, logistica del vetro, passando per fotovoltaico, fino alla produzione di combustibile vegetale (pellet) e di sabbia in sacchi per uso domestico: questi i settori industriali previsti dal piano. Escluso gli addetti Eni-Syndal (che dovrebbe proseguire nel controllo del sito), sono previsti nuovi occupati pari a 63 unità: molto dipenderà dall’iter in corso, naturalmente, ma anche da quello che sarà il definitivo piano industriale sulle aree.

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