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Sospensione Tar del via alla caccia al cinghiale, Cia in disaccordo: “Grave errore”

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Savona. La notizia ieri aveva fatto gioire le associazioni animaliste e imbufalire i cacciatori. Oggi contro la decisione del Tar di sospendere l’apertura anticipata della caccia al cinghiale si schiera anche la Cia di Savona. Ad esprimere disapprovazione per il pronunciamento del tribunale amministrativo è il presidente provinciale della Cia Savona Aldo Alberto che ribadisce come il provvedimento predisposto dalla Provincia avrebbe avuto esiti positivi sul territorio, evidenziando come il decreto del tribunale amministrativo invece produca effetti opposti rispetto agli interessi che le norme su cui interviene intendono tutelare.

“Le condizioni di proliferazione e diffusione del cinghiale su tutto il territorio provinciale, al momento sono tali da costituire un grave pericolo per la pubblica incolumità, per il transito veicolare, per la popolazione residente nell’entroterra e per gli escursionisti nel bosco in genere, che va oltre i pesanti danni all’agricoltura – dichiara Aldo Alberto -. Quanto affermato viene testimoniato da innumerevoli episodi per contenere i quali è insufficiente l’intervento della Polizia Provinciale che richiama le associazioni e le squadre venatorie a battute di allontanamento dei cinghiali dai coltivi e dalle abitazioni”.

“È evidente, quindi, che nella grave situazione attuale un provvedimento di anticipazione della caccia al cinghiale avrebbe aiutato a contenere con tempestività i rischi sopra indicati. Questo, ovviamente, se considerato per l’immediato, sebbene la scrivente associazione ritenga urgente l’attuazione di una politica venatoria provinciale di eradicazione della presenza del cinghiale dalle aree coltive soggette a ripetute invasioni e devastazioni e dai perimetri urbani proprio per l’esigenza di tutela della pubblica incolumità” conclude Alberto.

Commenti

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  1. Scritto da fulvio12

    “Caro” Giro , non se ne deve parlare,la caccia al cinghiale è quella che ha rovinato tutta la caccia, ma rende troppo ,pensa : carabine(e non credo ce ne fosse assolutamente bisogno per tale caccia),collari satellitari (e perdono i cani ugualmente ) auto e telefonini e ricetrasmettitori ecc…fino a che le prevince e le regioni chiudono gli occhi su altri tipi di guadagni (e li conoscono)si può solo sperare che i cacciatori finiscano presto di fare del male a se stessi, si potrebbe ugualmente cacciare con senso ed ordine come nel resto d’europa,quei pochi ,oramai, cacciatori veri non sono più,presumo, tanto fiduciosi che questa situazione migliori,anche perche bisognerebbe capire chi consiglia i vari dirigenti provinciali e regionali che di caccia non ne capiscono molto.

  2. Scritto da Giro

    il cinghiale invece, disorientato dal fatto che viene attirato e mantenuto con cibo posto dai cacciatori stessi nelle vicinanze per ingrassarlo e tenerlo in zona, e poi preso di mira dagli stessi cacciatori, concorda con questa decisione! Finalmente un pò di chiarezza! Ma perchè di questo nessuno (cia compresa) parla? Ah già, la solita ipocrisia, vedere post precedenti..