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“L’industria metalmeccanica rischia di scomparire, sì a Contratti di Solidarietà”: l’allarme di Pasa

Savona. “L’arretramento del sistema industriale manifatturiero della nostra Provincia sarà irreversibile se non si prenderanno decisioni immediate che prevedano investimenti a partire dalle grandi aziende, ancora presenti sul territorio, focalizzando l’attenzione a tutta la filiera e dell’indotto che queste possono portare, iniziando a ragionare per settori produttivi dando priorità assoluta alle imprese locali”. A dirlo è il segretario della Fiom Cgil di Savona Andrea Pasa.

“La Politica industriale – prosegue Pasa – è un’idea del futuro del nostro Paese, cosa si produce e perché si produce, è necessario fare scelte per orientare gli investimenti. L’assenza di una Politica Industriale risale alla fine degli anni 80: sono più di 30 anni che non si pensa al futuro del nostro Paese. Il processo di Privatizzazione di aziende Pubbliche degli ultimi decenni ha portato l’indebitamento delle aziende stesse e ha messo a repentaglio interi settori strategici e l’esempio più clamoroso è quello della Telecom. Non deve essere visto come un problema dei soli lavoratori occupati in quella impresa, ma deve essere un problema del Paese. E’ necessario che il Governo intervenga direttamente garantendo almeno l’italianità della rete, prevedendo forti investimenti su quel settore .. Oggi l’intera filiera industriale manifatturiera della nostra Provincia vive ormai da 5 anni una situazione molto negativa, le grandi aziende come le piccole, e le previsioni non sono certo positive”.

“Più del 50% dei lavoratori metalmeccanici è interessato da ammortizzatori sociali, tanti di questi sono all’interno di vertenze che prevedono licenziamenti e tanti altri sono in procinto di terminare ogni strumento di sostegno al reddito. E’ necessario prevedere già dalle prossime settimane, strumenti alternativi alla cassa integrazione e ai licenziamenti, è necessario intervenire con i Contratti di Solidarietà. Tale strumento è un’alternativa ai licenziamenti e alla cassa integrazione , consente di ridurre l’orario di lavoro garantendo la difesa dei posti di lavoro e il risparmio sul costo del lavoro alle imprese., il concetto è “si lavora di meno ma si lavora tutti” a fronte di una indennità di circa l’80% per le ore non lavorate. Oggi a Savona siamo all’ultimo posto in Italia come utilizzo di questo strumento: non è più accettabile che le imprese Savonesi che dichiarano di essere in crisi , non siano nelle condizioni di accettare i contratti di solidarietà semplicemente perché ritengono lo strumento troppo rigido , è un po’ come dire che le imprese savonesi sono diverse dalle imprese del resto d’ Italia” osserva il segretario provinciale della Fiom Cgil.

“Nel comparto metalmeccanico, negli ultimi due anni, a livello nazionale, gli accordi di solidarietà superano di gran lunga quelli di cassa integrazione e di mobilità. E’ prioritario che vengano rifinanziati i contratti di solidarietà anche per il biennio 2014-2015 , perché servono alle imprese e ai lavoratori , le quote della riduzione del costo del lavoro che le imprese hanno con l’utilizzo della solidarietà devono servire per mantenere le produzioni in loco , questa operazione è anche di contenuto di politica industriale. E’ necessario che il Governo risponda alle domande del Paese , i pochi denari pubblici per finanziare gli investimenti devono essere dati alle imprese che investo veramente sul territorio nazionale , che non delocalizzano , che non licenziano. L’assunzione di responsabilità oggi deve essere la difesa del lavoro e dei lavoratori , contrariamente rischiamo di accompagnare questo processo assumendoci la responsabilità di favorire una deindustrializzazione del nostro territorio. Il livello di disoccupazione a cui siamo arrivati nella nostra Provincia non è più sopportabile e rischia di sfociare in episodi di non facile gestione. Senza interventi strutturali orientati verso il settore industriale e quello delle infrastrutture non potrà esserci una ripresa significativa , ne in termini occupazionali ne in termini economici per il nostro Paese e quindi per il nostro Territorio. E’ fuori discussione che la ricchezza prima di poterla distribuire è necessario crearla . La centralità dell’industria manifatturiera e non , dovrà essere al centro della discussione Politica Locale e Nazionale , quale snodo attorno al quale costruire il rilancio del nostro Paese e del territorio Savonese. Creare lavoro per dare futuro al Paese” conclude Pasa.

Commenti

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  1. Scritto da rapalino

    “L’industria metalmeccanica rischia di scomparire…………………..” con un sindacalista cosi è tutto scontato……………….