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Legge regionale sulla pesca, Benzi (Sel): “Pesca sportiva va regolarizzata ma anche tutelata”

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Liguria. Il 19 Luglio la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Barbagallo, ha approvato nuove norme a tutela della pesca professionale e non professionale in Liguria per evitarne l’esercizio illegale, introducendo per i pescatori non professionisti disposizioni restrittive, quali l’inserimento dei nominativi in una banca dati, l’attribuzione di un codice alfa numerico, il taglio della pinna caudale per il riconoscimento del pescato e la marcatura degli attrezzi non individuali, ed un nuovo regime di vigilanza e sanzionatorio.

“Sono d’accordo sul principio ispiratore del nuovo disegno di legge e sulla necessità di tutelare l’ecosistema acquatico e la fauna ittica, risorsa rinnovabile ma non inesauribile se sfruttata in maniera eccessiva, ma non sulle disposizioni proposte – dichiara, Alessandro Benzi, consigliere regionale di SEL – Mi sembra che si sia sbagliato bersaglio: sono stati censiti in Liguria circa 160.000 pescatori che praticano la pesca non professionale, ma va tenuto conto che tra questi ci sono anche molti pescatori occasionali, che escono solo alcune giornate all’anno, e che la loro ‘impronta’ sull’ecosistema marino è pressoché irrilevante, mentre le ricadute economiche generate dalla loro presenza sono di assoluto rilievo per il tessuto economico regionale (in particolare per il settore turistico) e lo stesso vale per i benefici occupazionali. La pesca dilettantesca inoltre puo’ rappresentare, se esercitata consapevolmente, oltre che un’ attività di svago un’ occasione per il cittadino di un rapporto diretto con l’ambiente naturale”.

La regolamentazione delle attività di pesca, che attingono direttamente alle risorse primarie, come appunto le risorse marine, dovrà coinvolgere tutti quelli che per lavoro o per divertimento fruiscono di beni comuni al fine di contrastare le fonti di inquinamento o le attività che esercitano un impatto negativo sull’ambiente e sulle risorse, come per esempio la pesca a strascico che attualmente determina degrado ambientale, grandi quantitativi di rigetto a mare di pescato non di misura e sovrasfruttamento delle risorse, certo non paragonabile agli effetti del prelievo dei pescasportivi.

“Ho richiesto una riunione dei consiglieri di maggioranza per discutere il disegno di legge ed a breve ci confronteremo anche con l’assessore Barbagallo – continua Benzi – al fine di concordare i necessari correttivi e poter mandare in Commissione Ambiente -attivita’ produttive, e poi in Consiglio regionale, un testo condiviso: sono necessarie modifiche prendendo in considerazione non solo le osservazioni delle associazioni dei pescatori professionisti ma anche quelle pervenute, in seguito all’approvazione delle nuove norme da arte della Giunta dalle associazioni pescasportive e dilettantistiche”.

“Richiederò – conclude Benzi – l’audizione in Commissione Ambiente dei pescasportivi, delle associazioni dei pescatori professionali, delle associazioni ambientaliste e di tutti i soggetti interessati ad una nuova legge regionale sulla pesca che realmente salvaguardi il patrimonio ittico e non sia punitiva per la categoria dei pescatori dilettanti”.

Commenti

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  1. Belan
    Scritto da Belan

    Si , pero’ perchè non viene anche specificato la differenza tra pesca sportiva IN BARCA e da SPIAGGIA E SCOGLIERA? ……
    La differenza è abissale …..a cominciare già dal cosa e quanto si pesca!!

  2. Scritto da optimist

    La pesca a strascico provoca dei danni pazzeschi, non può più essere tollerata …..deve essere abolita!!!!!

  3. Scritto da penelope

    cosa serve la regione ? per creare burocrazia , mettere dei paletti contro i cittadini che li mantengono , non se ne può più , mandiamoli tutti a casa , siamo veramente stufi , altro che semplificazione avete mai provato a chiedere un permesso per fare lavori in casa, un ginepraio di leggi, burocrati , funzionari, tutti remano contro e pensare che li manteniamo noi!!!vergogna