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La Corte d’Appello revoca la misura di prevenzione a Pietro Fotia: nessuna pericolosità sociale

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Savona. L’imprenditore Pietro Fotia non è più sottoposto alla misura di prevenzione personale. La revoca del provvedimento (la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per tre anni con obbligo di soggiorno a Savona) è arrivata dalla Corte di Appello di Genova che ha annullato il provvedimento preso nel luglio scorso dal tribunale di Savona su richiesta della Procura.

Sulla sentenza dei giudici di appello si legge: “Mancano i presupposti e non sussiste il requisito della attualità della pericolosità sociale”. Il decreto è stato depositato ieri, sei giorni dopo l’udienza tenutasi il 30 agosto scorso. Questo è il secondo verdetto favorevole verso Pietro Fotia, amministratore di fatto dell’omonimo gruppo (ex Scavo-Ter), dopo quello del 14 agosto di un anno fa quando il tribunale di Savona aveva rigettato l’applicazione della misura patrimoniale avanzata dalla Dia.

“A mio parere – osserva l’avvocato Giovanni Ricco difensore insieme al collega Pittelli di Pietro Fotia – l’esito favorevole del procedimento di secondo grado era scontato per evidentissime ragioni di fatto e di diritto. Purtroppo nessuno potrà rimediare al danno di immagine che troppe iniziative, rivelatesi infondate, hanno provocato ad una valida società commerciale che dà lavoro a decine di persone. Mi auguro che la pronuncia del Tribunale di Savona che ha respinto la richiesta di misure patrimoniali e quella della Corte d’Appello che ha respinto la richiesta di misure personali, valga a determinare un clima nuovo, più costruttivo per tutti”.

Tra i motivi sostenuti dalla Procura di Savona a a sostegno della richiesta di sorveglianza speciale ci sarebbe il coinvolgimento di Fotia nel caso Drocchi, la vicenda giudiziaria sulle mazzette che sarebbero state pagate per ottenere appalti nel comune di Vado Ligure. “E’ un fatto oggettivamente certo – scrivono i giudici di appello – anche per l’ammissione da parte di Fotia, di essere ancora effettivo amministratore della Scavo-Ter, di aver commesso i fatti relativi alle false fatturazioni e di aver erogato somme di denaro al pubblico ufficiale funzionario del Comune di Vado per ottenere appalti edilizi, seppur che proponendo la diversa qualificazione giuridica di concussione di cui sarebbe stato vittima. Ma si tratta di fatti collocabili nel tempo al più tardi alla fine del 2008 e quindi a 4 anni e mezzo circa prima dell’applicazione della misura di prevenzione. Si tratta di un lasso di tempo per nulla trascurabile che per la sua consistenza non consente di ritenere la sussistenza del necessario requisito della attualità della pericolosità sociale”.

Non è da escludere che, alla luce di questi pronunciamenti, Pietro Fotia decida di intraprendere azioni legali per ottenere un risarcimento danni. Secondo l’imprenditore, infatti, il Fotia Group è stato notevolmente ed ingiustamente danneggiato da tutte queste vicende giudiziarie.

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