IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

“Interdizione perpetua dai pubblici uffici come pena per l’immigrazione clandestina”: proposta di Sonia Viale

Liguria. Interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi ha commesso il reato di immigrazione clandestina. La proposta è stata lanciata da Sonia Viale, Segretario Nazionale della Lega Nord – Liguria, che la promuoverà anche nel corso dei lavori della Assemblea Federale del movimento il prossimo 21-22 settembre a Venezia, alla presenza del Segretario Federale Roberto Maroni e di tutti i vertici del Carroccio.

“Chiediamo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi ha commesso il reato di immigrazione clandestina. Oggi un un clandestino può diventare Ministro della Repubblica perché la Corte Costituzionale, nel 2011, ha bocciato la norma del Pacchetto Sicurezza che impediva agli immigrati irregolari di sposarsi e di diventare cittadini italiani dopo due anni: mi sembra giusto che almeno non diventino ministri” conclude Sonia Viale.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Sergio Sanguineti

    Mah! Credo sia più corretto parlare di “impedimento”, peraltro già esistente per le cosiddette “alte cariche”. In nessun paese europeo esistono ministri o presidenti non nativi e, perdipiù, immigrati clandestinamente… Reato, peraltro, non prescrittibile come un divieto di sosta come è “eccezionalnente” (buonisticamente e “democraticamente di sinistra”) accaduto per il ministro di cui trattasi. (Rifiuto di usare il cretino neologismo democrat-femminista “ministra” – ndr)