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Fumata grigia per Bombardier, a Vado assegnato un terzo del carrelli. I sindacati: “Non basta”

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Regione. Allo stabilimento vadese della Bombardier arriverà la produzione d’assemblaggio dei carrelli per il treno Zefiro. Una parte soltanto, però, ossia un terzo: 250 sugli 800 in lavorazione. Una quota che non soddisfa i sindacati, impegnati oggi nel vertice all’Uisv. “E’ un segnale importante, sì, perché siamo riusciti a smuovere una posizione molto rigida del gruppo, ma come carico di lavoro è una miseria – commenta Alberto Lazzari della Fiom Cgil – Certo esprimiamo soddisfazione, però siamo molto preoccupati per il risultato quantitativo: è scarso”.

Quello che sarebbe successo l’aveva anticipato l’assessore regionale Enrico Vesco, informando i colleghi di giunta stamane: “Abbiamo ricevuto la notizia dai vertici aziendali sul trasferimento a Vado di parte dei carrelli, ma le organizzazioni sindacali non l’apprezzeranno come risposta risolutiva, tornando a chiedere investimenti” ha detto Vesco.

“C’è totale assenza di investimenti – afferma Lazzari – L’azienda attende risposte da Trenitalia. Faremo assemblea mercoledì prossimo. A questo punto proporremo di sottoscrivere l’accordo di cassa. Ma senza investimenti entro quest’anno è facile capire che per l’anno prossimo si potrebbero aprire i licenziamenti”.

Il piatto piange anche su un altro fronte atteso, quello relativo a 27 locomotori E464. Trenitalia ha legato l’ordine all’arrivo anche delle carrozze, i Vivalto a due piani che realizza Ansaldo, ma proprio Ansaldo potrebbe rappresentare un ostacolo (è intenzionata a ridiscutere il contratto). Sta di fatto che i sindacati tornano ad amplificare la voce chiedendo nuovi investimenti sul sito vadese da parte della multinazionale canadese.

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