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Forno crematorio, il sindaco risponde al comitato del no: “Siete voi a non volere il confronto”

Albenga. “È piuttosto singolare che il neonato comitato anti-impianto di cremazione parli di democrazia, dialogo e confronto, quando loro stessi sono i primi a non cercarlo. La richiesta di concessione per il loro gazebo è stata, finora, l’unico contatto ufficiale che l’oscuro comitato – di cui non si conosce la composizione, né chi siano i rappresentanti – ha tenuto con il Comune di Albenga, nonostante la disponibilità espressa sia da me che da tutti gli assessori a confrontarsi sull’argomento” così il sindaco Rosy Guarnieri risponde alle critiche del gruppo di cittadini di Leca d’Albenga contrario al progetto di forno crematorio, previsto dalla delibera 256 del 13 agosto scorso, definita dal comitato antidemocratica.

“Già in più di un’occasione, ho chiesto loro di incontrarci, visionare insieme la pratica, esaminare tutte le loro perplessità – sostiene il primo cittadino – Se non vogliono venire loro nel palazzo comunale, posso andare io nella loro sede, o dove preferiscono, ma, a dispetto della disponibilità e della trasparenza dell’amministrazione, finora hanno evitato ogni contatto. Forse preferiscono fare clamore, soffiare sul fuoco, fare leva sulle paure della gente, senza neppure conoscere la pratica: non ci sembra un modo di agire corretto”.

“Sono certa che abbiano delle idee da argomentare, ma se continuano a fuggire al confronto, com’è possibile che una parte possa convincere l’altra? – chiede il sindaco – Il portavoce del comitato, quel dottor Milani che ama fare tanto chiasso, fare parte di ogni tipo di comitato contro questa amministrazione, è solito fare molto rumore, per poi far finire tutto nel nulla. Dice che il Comune deve ascoltarli: bene, il Comune è pronto ad ascoltarli. Afferma che il comitato non è politico, ma poi menziona determinati partiti – uno dei quali, il M5S, ha forse tutto l’interesse a fermare il progetto di Albenga, per favorire quello di Savona, secondo logiche territoriali”.

“Accettino di avviare un confronto chiaro, costruttivo, che possa portare a un dialogo serio. Senza pretesti per guadagnare un po’ di attenzione mediatica, e senza diffondere falsità. Noi ci siamo, e loro?” conclude Rosy Guarnieri.

Commenti

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  1. Scritto da Zio Jo

    @kenshiro io non sono tecnico e non ci capisco molto, a se quello che dici è vero potresti rispondere direttamente all’Ing. Bessone (nonché cognato di Ciangherotti): http://www.ivg.it/2013/09/forno-crematorio-albenga-il-consigliere-bessone-classico-nimby-bisogna-guardare-i-dati-reali/

  2. Scritto da kenshiro

    un forno crematorio andrebbe bene a 2 semplici condizioni:
    LONTANO DAL CENTRO ABITATO
    DEVE ESSERE PUBBLICO, piuttosto costituendo un consorzio di comuni limitrofi…

    marty74 dove abiti a Leca te? mangi i prodotti della piana di Albenga?

    Le emissioni vengono generate anche dall’impiego di bruciatori a gas (forni riscaldati a gas), nella misura in cui il vettore energetico non sia l’elettricità (forni riscaldati elettricamente).
    I crematori emettono in particolare le seguenti sostanze nocive:
    polvere;
    monossido di carbonio (CO);
    ossidi di azoto e zolfo (NOx, SO2);
    composti organici volatili (COV);
    composti inorganici del cloro e del fluoro (HCl, HF);
    metalli pesanti.
    Inoltre possono aggiungersi emissioni di mercurio (dall’amalgama nelle otturazioni dentarie) e diossine clorurate e furani (PCDD/PCDF).

  3. Scritto da Zio Jo

    Mi sembra che sia lo stesso problema dei depuratori: tutti li vogliono ma a casa degli altri. Non conosco a fondo l’argomento, ma in linea di massima sarei d’accordo per il forno, certo che se volessero farlo sotto casa mia…. forse ci penserei un poco.

  4. marty74
    Scritto da marty74

    ma come si fa a contestare un forno crematorio, ogni pretesto è utile per inventarsi proteste per apparire sui giornali

  5. Scritto da kenshiro

    L’arroganza dei soliti politici è impressionante, ma ormai non ci stupiamo di questo ma del fatto che non cessano di prendere in giro la collettività!
    Il confronto dovrebbe cercarlo l’amministrazione, ci sono gli strumento come ad esempio i REFERENDUM, sa cosa siano sindachessa?
    Capisco la rabbia di “essere stati scoperti” ma potrebbe reagire in maniera più pacata un po’ più civile e magari accettare il dissenso dei suoi datori di lavoro ( I CITTADINI)