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Edilizia ligure, persi settemila posti di lavoro negli ultimi 8 mesi

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Liguria. Per la quinta estate consecutiva l’edilizia registra un saldo con segno meno nel numero delle imprese e degli occupati. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato: dal 2009 a oggi nelle costruzioni sono stati persi 391mila posti di lavoro e circa 62mila imprese, di cui circa 55mila aziende artigiane. Solo nell’ultimo anno il calo degli occupati in Italia è stato del 9,8%, per un totale di 179mila addetti.

In Liguria il trend è addirittura peggiore rispetto alla media nazionale: tra dicembre 2012 e agosto 2013 gli occupati sono calati del 14,7% per un totale di 7mila unità, passando da 48 a 41 mila addetti. In totale dal 2008 al 2013 sono 15mila i posti di lavoro persi nelle costruzioni in Liguria, con una flessione di circa il 28% nella forza lavoro.

“La situazione ha raggiunto livelli tali di emergenza che non sarà sufficiente un solo intervento per sanare un settore che fa tradizionalmente da traino al Pil nazionale – commenta Paolo Figoli, presidente regionale di Confartigianato Costruzioni e membro della giunta Nazionale di Anaepa-Associazione nazionale artigiani dell’edilizia, dei decoratori, dei pittori e attività affini – Occorre che il governo lavori con urgenza su più fronti. È necessario che si attui a breve il piano da 5 miliardi di euro annunciato dall’esecutivo nazionale per agevolare l’erogazione di mutui a famiglie e imprese nell’acquisto di abitazioni. Oggi, in Italia abbiamo i mutui casa più cari d’Europa e nell’ultimo anno la richiesta di finanziamento alle banche per comprare un immobile è calata del 38%. Se il mercato immobiliare non riparte, difficilmente potrà ripartire il settore edile”.

A marzo 2013, il calo dell’erogazione dei mutui alle famiglie liguri per l’acquisto di una casa è stato del 4%, una diminuzione tra le più elevate d’Italia e decisamente superiore alla media del Nord Ovest (-2,9%) e del resto d’Italia (-3,3).

“Uno spiraglio per questo finale d’anno potrebbe arrivare dagli incentivi per le ristrutturazioni edili e il risparmio energetico, varati dal governo – dice Figoli – la leva degli incentivi ha sempre avuto effetti benefici sul settore, per questo riteniamo che dovrebbe diventare una misura stabile e permanente perché utile all’attività delle piccole imprese, per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, per il risparmio energetico negli edifici, quindi la difesa dell’ambiente, e l’emersione delle attività irregolari”.

Nel 2011 (su dichiarazioni 2012), le detrazioni legate al recupero edilizio e al risparmio energetico hanno costituito il 6,4% del valore aggiunto delle costruzioni in Liguria, terza regione in Italia per ricorso alle agevolazioni. “Oltre a questi interventi – conclude Figoli – è indispensabile che vengano attivate misure forti che diano un impulso importante al settore, concedendo deroghe al Patto di stabilità per consentire ai Comuni virtuosi di investire sul territorio in piccole opere e poi sbloccando i cantieri delle grandi opere infrastrutturali di cui il Paese e la Liguria hanno estremo bisogno”.

Commenti

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  1. Scritto da El Rey del Mundo

    In mano a rumeni e albanesi…non in regola. A loro tutto è concesso, da Ispettorato e da Tecnici di cantiere.

  2. Scritto da optimist

    Ristrutturare e risanare il patrimonio edilizio esistente:
    recupero energetico,
    bonifiche dall’amianto,
    risanamento dei centri storici.
    In Liguria non si devono più distruggere zone agricole preziose.

  3. marty74
    Scritto da marty74

    l’edilizia è in mano a rumeni e albanesi

  4. Scritto da Seppo

    Ma abbiamo davvero bisogno che il settore edile riparta? Non sarebbe il caso di iniziare ad occupare le case vuote (un botto) o a ristutturare le esistenti? O vogliamo andare avanti all’infinito a costruire case e casermoni fronte mare a uso e consumo dei milanesi (visto che i liguri di sicuro non se le possonopiù permettere).

    “Oggi, in Italia abbiamo i mutui casa più cari d’Europa”. Può essere, ma scommetto che abbiamo anche il costo a metro quadro tra i pù alti d’Europa, costa più una casa ad Albisola che a Saint Tropez. Che i costruttori inizino ad abbassare le pretese, meno costano le case, meno alto dovrà essere il mutuo e più facilmente questo verrà concesso dalle banche. Andate a vedere qul’è il prezzo di una casa ad Alessandria o a Cuneo.

    “eh, ma da noi c’è il mare”. Si vede che il mare aumenta il costo della calce e del mattone, è possibile che in Piemonte utilizzino materiale non “bagnato” dal vento di mare e quindi meno pregiato. Hanno tirato troppo la corda, e questo è il prezzo.

  5. gabibbo
    Scritto da gabibbo

    adesso non è il momento di costruire vedi lo scempio di villanova e la riduzione degli indici in zona agricola la regione approva piani regolatori con indice agricolo di 0.06 poi scrive che massimo 0.03 chiarezza assoluta pasta costruire si è costruito troppo e male !!!!