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Confartigianato Liguria: precisazioni sullo studio riguardante la spesa della Regione

Liguria. “Dopo un’ulteriore verifica dei dati divulgati nel comunicato stampa di sabato 14 settembre – dichiara Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – riteniamo opportuno, a onor del vero e con profondo rispetto dell’ottimo lavoro che sta svolgendo l’Osservatorio regionale dell’artigianato, ribadire la correttezza e la veridicità dello studio da noi citato”.

Come già comunicato in precedenza, dallo studio dei dati della Corte dei Conti emerge la crescita del valore della spesa pro capite della Liguria a 2.752 euro e l’aumento della spesa totale della Regione Liguria tra il 2011 e il 2012 del 4,6%, per un ammontare di 4.314 miliardi di euro nel 2012, assorbiti per il 78,8% dalla saanità.

“Siamo ben coscienti degli sforzi profusi dall’attuale giunta regionale e in particolare dall’assessore Rossetti – prosegue Grasso -, a cui rinnoviamo stima e riconoscimento di forte impegno amministrativo, nel tagliare gli eccessi di spesa”.

“In precedenti comunicati – sottolinea – avevamo evidenziato come la spesa per l’amministrazione generale (la macchina burocratica in senso stretto) fossero più basse in Liguria (3,1%) rispetto alla media delle altre regioni (4,3%). Inoltre, come abbiamo già riportato nel nostro precedente comunicato stampa le uscite della Regione dal 2008 al 2012 hanno avuto una flessione del 9,9%, a testimonianza della volontà di questa amministrazione di rendere sempre più efficiente l’erogazione dei servizi ai cittadini liguri”.

“Tuttavia – dichiara Grasso -, l’assessore al bilancio, quando scrive che le spese per personale, acquisto di beni e servizi e interessi ammontano a 138 milioni di euro, come peraltro da lui stesso evidenziato, non tiene conto delle analoghe voci di spesa riferite al settore sanitario, che nel bilancio regionale sono inserite tra i trasferimenti alle Asl (a loro volta compresi tra le spese correnti). In altre parole, i dati sulla spesa corrente della scheda dell’Osservatorio dell’artigianato (in allegato) comprendono anche i costi per il personale, per l’acquisto di beni e servizi e per gli interessi nel comparto sanitario”.

“Infine – rimarca -, vorremmo specificare che non è nostra abitudine divulgare dati fuorvianti per rafforzare il germe dell’antipolitica tra i cittadini. Al contrario, la nostra comunicazione è finalizzata a fornire, per quanto ci è possibile, suggerimenti e argomenti di intervento alla politica stessa e ai propri rappresentanti nelle istituzioni”.

“Pertanto – conclude Grasso -, come ha sottolineato anche l’assessore Rossetti, con il quale stiamo proficuamente collaborando in molteplici progetti che riguardano direttamente il mondo dell’impresa, riteniamo costruttivo e siamo fin d’ora disponibili a individuare ‘gli ampi margini su cui lavorare, per spendere meno e meglio’ partendo proprio dall’analisi dei dati che indicano chiaramente dove e come si concentra la spesa pubblica per l’erogazione dei servizi ai cittadini e suggerire eventuali spunti di intervento soprattutto in quei settori, come la sanità, che rappresenta il 78,8% della spesa regionale, in cui alcuni servizi ai cittadini sono diventati pressoché insostenibili per le casse regionali, a seguito anche del ripetuto ridimensionamento dei trasferimenti statali”.

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