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Calci e botte al padre e ai nonni, il 18enne alassino al giudice: “Sono pentito”. Resta in carcere

Alassio. “Sono pentito”. Così davanti al gip Fiorenza Giorgi ha parlato il diciottenne, A.N., arrestato dai poliziotti del commissariato di Alassio per maltrattamenti verso il padre e il nonno. Il ragazzo (che è difeso dall’avvocato Paolo Gianatti) è stato interrogato questa mattina e davanti al giudice ha ammesso di aver avuto comportamenti violenti verso i famigliari, ma ha più volte ripetuto di essere pentito e dispiaciuto. Parole che non gli hanno comunque evitato di restare in carcere: il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e confermato la misura di custodia cautelare in carcere.

Una sistemazione che, secondo la difesa, non è idonea per il ragazzo: “Stiamo lavorando per trovare una struttura che possa accoglierlo e aiutarlo ad intraprendere un percorso di recupero – spiega l’avvocato Gianatti -. I nonni e il papà avevano dato disponibilità per accoglierlo in casa agli arresti domiciliari, ma, come è comprensibile, il giudice non ha ritenuto fosse la soluzione migliore. Allo stesso tempo non credo che nemmeno il carcere lo sia per questo ci siamo attivati per trovare un’alternativa”.

Secondo quanto accertato dai poliziotti, che hanno acoltato le testimonianze dei nonni e del papà, il diciottenne in più occasioni avrebbe alzato le mani contro di loro. Percosse che sarebbero iniziate quando lui era ancora minorenne ed aveva riempito di calci il nonno ultrasettantenne, facendolo finire a terra e infierendo su di lui con una raffica di pugni, tanto da rompergli quattro costole e mandarlo in ospedale. Trattamenti simili sarebbero poi stati riservati nei mesi successivi al padre. Di recente, dopo che il genitore aveva subito un’operazione alla cervicale, il ragazzo lo avrebbe anche minacciato di colpirlo in quella zona per fargli ancora più male.

L’episodio che ha portato all’arresto di A.N. però è accaduto qualche giorno fa, nella casa di Moglio dove vive con papà e nonni (i suoi genitori sono separati e la mamma vive a Genova). Il ragazzo sarebbe stato ripreso perché, mentre tutti erano nell’orto a lavorare, stava davanti alla tv sul divano. “Sarebbe ora che venissi a lavorare anche tu” avrebbe detto il padre che, per risposta, avrebbe ricevuto una pantofola in faccia. A quel punto, per calmare il diverbio, sarebbe intervenuto il nonno che, secondo l’accusa, dopo averlo rimproverato è stato preso per la gola e strattonato. Di qui la chiamata al 113 e l’arresto del ragazzo per maltrattamenti in famiglia.

Commenti

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  1. Scritto da carlitos

    Biagio, la soluzione e’ : lesione della 4 vertebra lombare

  2. Scritto da valky

    E quindi il carcere nn sarebbe la soluzione migliore? Ma va là. …

  3. Scritto da El Rey del Mundo

    Io invece ci credo che si è pentito e va assolto! ohi ohi ohi! Il naso mi si allungaaaaaaaa!

  4. Scritto da Biagio MURGIA

    Se avessi alzato le mani su mio padre (a parte che non mi sarei mai permesso per il rispetto che avevo verso i miei genitori) me le avrebbe spezzate entrambi così da non potermi nemmeno lavare la faccia… Ma i tempi sono cambiati…. Ora sono i figli che picchiano i padri, i delinquenti che picchiano i poliziotti, gli alunni che picchiano le maestre…. Come aveva ragione PLATONE nel suo ottavo libro de “la repubblica”….

  5. Scritto da pensierolibero

    E dopo la prigione se padre e nonno hanno un po’ di polso lo mandano fuori di casa …..