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Aurelia bis, Cuneo (Italia Nostra) attacca il Comune: “Ultimatum all’Anas? Ma non potevano intervenire prima?”

Savona. Nei gironi scorsi il vicesindaco di Savona, Livio Di Tullio, ha sollecitato l’Anas richiedendo le correzioni del progetto dell’Aurelia bis, giudicate necessarie dal Comune.

Roberto Cuneo, presidente della sezione savonese di Italia Nostra, non risparmia critiche all’amministrazione comunale. “Evidentemente – dichiara – è mancata al Comune la minima esperienza nella gestione dei progetti. E’ noto a tutti che i progetti si discutono nel momento della progettazione, sia quella iniziale, sia quella delle continue varianti, ben prima della fase di cantiere”.

“Il Comune – prosegue Cuneo – invece ha trascurato di seguire il progetto ed ora, con le ruspe che hanno già fatto gran parte del lavoro, si sveglia e scopre la necessità di varianti. Avrebbe dovuto incaricare già nel 2007 un proprio tecnico di seguire almeno settimanalmente il lavoro progettuale per non svegliarsi a maggio 2013 con le migliorie indispensabili”.

“Finché una miglioria si chiede allo stadio progettuale può non costare niente – sottolinea -, se si chiede allo stadio di cantiere certamente costa una cifra elevata che rende impossibile l’accoglimento della richiesta. Ma questo è abc della gestione dei progetti. Tutto questo per un’opera che, come emerge chiaramente dallo studio di traffico di bonifica, servirà a pochissimo e non risolverà i problemi del traffico di Savona”.

“Prima di distruggere con una rotonda la caletta di Miramare dovrebbero fare un serio studio del traffico – afferma Cuneo – trovando, molto probabilmente, che la rotonda è di ben poca utilità, molto minore del valore che assumerebbe per la città il recupero della caletta come porto turistico, ampliandola e riutilizzando il silo del carbone come porto secco per barche di piccola taglia (ce ne stanno duecento come suggerimmo con un pre-progetto al sindaco quando ci opponemmo al porto della Margonara)”.

“Non è serio avere trascurato per sei anni il controllo del progetto e poi arrivare con arroganza, con anni di ritardo, a richiedere varianti che avrebbero dovuto essere presentate alla cittadinanza, approfondite ed inserite, con oneri modestissimi, nel progetto globale” attacca ancora il presidente della sezione savonese di Italia Nostra.

“Per Savona il progetto dell’Aurelia bis poteva essere un’opportunità. Il fatto che parta solo da Luceto – conclude Cuneo -, che abbia semidistrutto la valletta di Miramare senza alcuna considerazione né per gli abitanti né per il potenziale di qualità che il sistema Miramare, San Giacomo, ex-vivaio comunale potrebbe dare alla collettività, l’ha resa un problema che diventa insopportabile con la dimostrazione di arroganza di chi ha mancato di intervenire quando era il momento più appropriato”.

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