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Assistenza residenziale agli anziani: gli infermieri del Nursind scrivono a Melgrati e Montaldo

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Liguria. Assistenza residenziale agli anziani non autosufficienti: sulla querelle intervengono gli infermieri del Nursind liguria per avanzare le loro osservazioni in merito. “Carissimi Signori – si legge nella lettera indirizzata a Melgrati e Montaldo – vedendo il vostro intervento, ci permettiamo di porgerVi alcuni nostri suggerimenti come professionisti della salute che ogni giorno operano in regime di ristrettezze economiche, di materiali e di personale”.

“E’ facilmente documentabile l’accesso nei pronto soccorso di un numero sempre maggiore di anziani provenienti sia da domicilio sia da strutture private che richiedono attenzione per una concreta difficoltà di gestione della malattia a domicilio per problematiche della sfera medico-infermieristica e sociale. Da tempo abbiamo denunciato che nella nostra regione l’assistenza domiciliare sia sanitaria che sociale devono ancora dimostrare la loro efficienza non riuscendo a coprire tutte le necessità richieste, ma interessandosi dei casi più gravi” proseguono dal Nursind.

“Le difficoltà segnalate sono sempre le stesse – si legge nella lettera -, difficoltà economiche per permettersi ricoveri in centri di riabilitazione e di cura, la mancanza di una copertura h 24 dei medici di medicina generale anche se aiutati dal servizio di guardia medica, l’impossibilità di svolgere semplici cure a domicilio per la scarsezza di infermieri dedicati; basti pensare ai numerosi accessi per bronchiti croniche riacutizzate nei pronto soccorso alla ricerca di un possibile ricovero per poi eseguire semplicemente due fleboclisi di antibiotico al giorno, per non pensare alle altre patologie di media gravità e croniche che se gestite a domicilio porterebbero a miglioramenti della compliance, a guarigioni più veloci al mantenimento delle abilità residuali degli anziani”.

“Per chi è a contatto con gli anziani è conscio che ogni ricovero ospedaliero espone a rischi di sovrainfezioni ospedaliere e soprattutto lo sradicamento dal proprio domicilio, dalle abitudini giornaliere pone le basi per la nascita o l’origine di problematiche neuropsichiatriche che potrebbero essere evitate. Da tempo come sindacato proponiamo in tutte le regioni ed in tutte le ASL il formarsi di ambulatori di medicina generale aperti almeno dalle otto di mattina alle otto di sera dove svolgere anche piccoli esami di controllo sia sul sangue che elettrocardiografici ed ecografici, da tempo richiediamo la creazione della figura dell’infermiere di
famiglia coadiuvante l’operato dei medici di medicina generale che prenda in carico l’assistenza domiciliare anche dei soggetti che dimessi dal pronto soccorso potrebbero godere di un prosequio di terapia e controlli al proprio domicilio. Ciò a nostro parere, oltre a portare un sicuro risparmio dovuto a ricoveri incongrui, permetterebbe di dare lavoro a colleghi giovani in attesa della riapertura dei concorsi pubblici e soprattutto garantirebbe una degna assistenza agli anziani e a tutti i malati costretti a domicilio. Come professionisti della salute ci mettiamo a vostra disposizione nella mission di dare cura e sollievo a chi è meno fortunato di noi” concludono dal Nursind.

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