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Assegni sociali “a scrocco”: 19 stranieri denunciati, cinquantenne con 2 milioni di titoli si spacciava per povero

Savona. Nuova operazione delle fiamme gialle savonesi, questa volta nel settore del controllo della spesa pubblica. Da alcuni mesi infatti, gli uomini del gruppo di Savona conducono un’indagine sulla legittima percezione di assegni sociali erogati dall’Inps a favore di cittadini, italiani e stranieri, ultra-sessantacinquenni.

La legge prevede, infatti, che ai cittadini italiani che abbiano compiuto 65 anni e si trovino in disagiate condizioni economiche, a prescindere dal fatto che abbiano versato contributi, sia corrisposto un assegno di base non reversibile. Il beneficio è esteso anche agli stranieri che si trovino regolarmente nel territorio dello Stato. Requisito fondamentale per fruire della prestazione assistenziale, la residenza “effettiva, stabile ed abituale” in Italia.

Dopo aver esaminato una gran mole di dati acquisiti con la collaborazione dell’Inps, della locale Asl 2 e dei Comuni della provincia, l’attenzione dei finanzieri si è focalizzata su alcune persone che presentavano elementi di sospetto. L’attività di monitoraggio ha permesso di verificare che diciannove soggetti di varie nazionalità, non posseggono il requisito della residenza effettiva essendo di fatto dimoranti nei Paesi di origine. L’indagine del gruppo ha permesso così di denunciare all’autorità giudiziaria savonese 19 persone che hanno indebitamente percepito l’erogazione pubblica dell’“assegno sociale” per un ammontare complessivo di oltre 300 mila euro.

Anche i controlli sulla percezione irregolare di prestazioni sociali agevolate, cioè su quelle erogazioni che i Comuni destinano ai soggetti meno abbienti con dichiarazioni ISEE che attestano redditi minimi, continuano a fornire risultati sorprendenti. Un esempio è rappresentato da un cinquantenne varazzino, molto benestante per la banca ma povero per gli altri, che vive a carico della comunità del Comune di Varazze, beneficiando della casa di abitazione, dei buoni pasto e di biglietti di trasporto pubblico, pur potendo contare su una floridissima situazione patrimoniale costituita da contanti investiti in titoli per oltre 2.000.000 di euro e di un alloggio con garage in Piemonte.

Tra l’altro, il cinquantenne era solito mostrare atteggiamenti di protesta e di veemenza verso i dipenti comunali. L’esame dei conti correnti intestati all’uomo ha confermato la situazione reale, facendo emergere anche redditi non dichiarati al fisco per quasi 400.000 euro dal 2007 al 2011. La situazione, oltre che all’Agenzia delle Entrate e al Comune è stata segnalata all’autorità giudiziaria in relazione ai reati di falso e indebita percezione di erogazioni a danno dell’Ente pubblico che è stato “frodato” per circa 50.000 euro.

Commenti

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  1. alberto.peluffo
    Scritto da alberto.peluffo

    Bandito, forse non hai mai incontrato nessun “re del mondo”, ma solo persone civili che giudicano le persone per quello che sono e non per la lingua che parlano, né per quello che fanno i loro connazionali o i loro correligionari.

  2. Bandito
    Scritto da Bandito

    Veramente in dieci anni di navigazione sono stato ovunque al mondo, a volte fermo molto a lungo, e nessuno mi ha mai identificato con un mafioso anche se ero italiano, anzi sono sempre stato ben accetto ovunque, forse perchè lavoravo e, quando scendevo a terra, non rubavo, spacciavo droga o distruggevo gratuitamente proprietà altrui completamente ubriaco.
    Non so chi siano questi “molti” che ci identificano con i mafiosi, forse ho sempre conosciuto le persone sbagliate.

  3. IronMan
    Scritto da IronMan

    http://www.ivg.it/2013/09/albenga-ubriachi-distruggono-il-parabrezza-di-unauto-a-bottigliate-e-prendono-a-calci-scooter-arrestati/. . .iniziamo con questi due fenomeni, @Peluffo che ne dici ?

  4. IronMan
    Scritto da IronMan

    . . .e vai @Peluffo, adesso tutti i clandestini te li porto a casa tua !!!

  5. alberto.peluffo
    Scritto da alberto.peluffo

    Provo a chiarire (per l’ultima volta, spero), in modo che anche Marty possa capire. Nel mondo, molti ci identificano con la mafia, grazie alle prodezze di molti nostri connazionali in Italia e all’estero – su questo, credo che ci siano pochi dubbi. Bene, io non accetto di essere additato come mafioso perché alcuni miei connazionali lo sono. Allo stesso modo, mi sembra inaccettabile appiccicare etichette negative ad altre nazionalità: ogni individuo è responsabile delle sue azioni, non di quelle di chi è nato nello stesso luogo. Ora, se vuole capire credo che abbia capito come la penso; altrimenti, pazienza.