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Albenga, Ciangherotti: “Diritto allo studio dei bimbi disabili intoccabile, pronti a ricorrere al Tar”

Albenga. “Nessuno tocchi il diritto allo studio dei bambini disabili. Cari genitori, la spending review del governo non può, giorno dopo giorno, togliere il diritto allo studio ai nostri 21 bambini disabili ingauni, tagliando l’assistenza loro destinata, riducendo le ore degli insegnanti di sostegno e quelle degli educatori fino al 60%. Una recente sentenza del Tribunale Ordinario di Milano del 6 luglio 2013, è bene che si sappia, ha riconosciuto il carattere discriminatorio della condotta del Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca, nei casi in cui il Ministero stesso abbia definito una dotazione organica di insegnanti a sostegno inferiore di quella prevista nel PEI (Piano educativo individualizzato) e dunque ritenuta necessaria per attuare la piena integrazione scolastica degli studenti con disabilità”.

Lo dichiara Eraldo Ciangherotti, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Albenga, commentando lo stanziamento di 30 mila euro dai capitoli del bilancio comunale per l’assistenza scolastica dei bimbi disabili e affermando: “Nella migliore delle ipotesi, ad oggi, nelle scuole dell’infanzia, per un bambino disabile viene assegnato un docente per sole 25 ore su un monte orario di 40 ore massime settimanali. Nella scuola primaria, per un bimbo disabile, un docente per 24 ore sulle 27 ore settimanali di tempo normale, o 40 ore settimanali di tempo pieno. Nella scuola secondaria di primo grado, il peggiore rapporto docente/alunno: per un bambino disabile, un insegnante di sostegno per 18 ore, nonostante le 30 ore settimanali di normale orario della classe”.

Aggiunge l’assessore: “Ai funzionari e dirigenti dei piani alti genovesi e romani del MIUR desidero far arrivare questo messaggio. Non costringeteci a presentare in massa un ricorso collettivo per discriminazione (di cui, quale assessore, mi farei parte attiva con un contributo personale): il diritto allo studio dell’alunno con disabilità è un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito che dal 1977 trova piena applicazione con legge n. 517 che chiude i ghetti delle classi differenziali e speciali e apre la porta all’integrazione e all’inserimento nelle scuole comuni. Bisogna prevedere tutti gli strumenti atti a dare attuazione piena e compiuta all’inclusione scolastica. Tale diritto è incomprimibile e non può essere attenuato da esigenze di finanza pubblica e di bilancio”.

prosegue l’assessore: “Cari genitori, prepariamoci al peggio per vincere il meglio. Se necessario, ricorreremo a ogni strumento di legge per ottenere un diritto che non può essere derubricato dalle responsabilità del Ministero dell’Istruzione. Combattiamo insieme per Andrea, Federico, Elena e tanti altri bambini. Essi costituiscono una parte delle nuove generazioni e non un problema, si caratterizzano per patologie diverse ma hanno gli stessi diritti di cittadinanza. Mi rivolgo al Ministro, anzi al Ministero, ben consapevole che questo Governo può avere le ore contate, ma non i nostri ragazzi! Tutti questi bimbi, una volta iscritti nelle nostre scuole, hanno diritto a vedersi assicurato il diritto allo studio, proprio come ogni bimbo che viene mandato a scuola”.

“L’assistenza di base agli alunni disabili è parte fondamentale del processo di integrazione scolastica e la sua concreta attuazione contribuisce a realizzare il diritto allo studio costituzionalmente garantito. L’assistenza di base, di competenza della scuola, va intesa come il primo segmento della più articolata assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale prevista dall’art.13, comma 3, della legge 104/92. Il Comune, poi, garantisce con fondi propri, quest’anno 30 mila euro, il servizio di assistenza educativo-culturale (AEC) ma non può sostituirsi agli obblighi di legge in capo al Ministero della Pubblica Istruzione” conclude Ciangherotti.

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