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Trasformazione hangar Piaggio, Caffarena: “Idee a caro prezzo ed entro il 15 ottobre, la cultura perde in partenza”

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Finale Ligure. Il Comune di Finale Ligure ha “aperto” alla ricezione di idee e proposte per l’uso degli spazi industriali nell’area Piaggio. E’ stato emanato un avviso pubblico che chiede, a cittadini e non, di partecipare con osservazioni e progetti.

Fabio Caffarena, storico e ricercatore universitario, sottolinea: “Appare paradossale, perché i cittadini devono redigere in tempi brevi, entro il 15 ottobre 2013, una proposta progettuale-gestionale che implica competenze tecniche specifiche anche solo per poter analizzare gli schemi grafici dell’hangar utili a produrre gli eventuali ‘schizzi propedeutici’. In pratica un singolo cittadino o un’associazione dovrebbero rivolgersi a proprie spese ad un tecnico e ciò mi pare francamente improponibile, assurdo”.

“Le ‘tematiche vocazionali’ richiamate nel testo sono talmente vaghe da poter prevedere tanto una discoteca quanto un museo – prosegue – Le modalità previste dall’avviso si tradurranno facilmente nel fatto che solo imprenditori o società con alle spalle un’idonea struttura tecnica e gestionale avranno l’effettiva possibilità di rispondere al pubblico avviso presentando proposte adeguatamente strutturate: e non è detto che chi può disporre di tali strutture abbia anche le idee migliori. Ciò significa che le idee legate ad un utilizzo culturale saranno perdenti in partenza e che l’amministrazione, con quell’avviso, ha preventivamente deciso di non prevedere alcuna destinazione pubblica, almeno parziale, per l’edificio, e con ciò intendo servizi e presidi culturali direttamente riconducibili al Comune, come ad esempio la sede della biblioteca e dell’archivio storico, ma non solo”.

“Il Comune, a mio giudizio, avrebbe dovuto raccogliere le idee della cittadinanza senza le rigidità ‘progettuali’ dell’avviso, arrivare ad una precisa scelta politica relativa alla destinazione d’uso delle aree e poi procedere, in base alla scelta, con il percorso esecutivo e gestionale più opportuno, coinvolgendo eventualmente anche privati e associazioni per il reperimento delle risorse necessarie. Il rischio così è che il Comune si trovi a valutare proposte che saranno verosimilmente legate ad un mero sfruttamento economico degli spazi. In fondo, l’amministrazione in questo modo sceglie paradossalmente di non scegliere” conclude Caffarena.

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