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“Savona da scoprire”, colonnine informative imprecise. Gli OSTinati: “Fate pagare chi ha sbagliato”

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Savona. “Savona da scoprire”… ma con difficoltà. Il progetto messo in atto dall’amministrazione comunale per aiutare i turisti ad individuare ed apprezzare le bellezze e gli edifici storici della città ha più di una imperfezione.

A metterlo in risalto è la creative commons community degli OSTinati, che segnala vari errori nella cartografia installata in città. Nell’ultimo video diffuso in rete, viene messo in risalto, come la colonnina informativa situata nei pressi di Palazzo Sisto sia orientata in modo fuorviante.

“Ringraziamo le tante testate giornalistiche che si sono occupate del problema in attesa del Gabibbo e di Brumotti a bombazza – affermano gli OSTinati -. Ringraziamo per la solerzia (inconsueta) della risposta, lo staff del sindaco, ma purtroppo le cose non stanno così come sostenuto ottimisticamente”.

“Ci sfugge comunque il perché abbiano risposto loro (neanche fossero loro i responsabili) e non il dirigente del settore o la società affidataria dei lavori – aggiungono -. Gli errori di orientamento cartografico sono molto più numerosi dei tre totem bifacciali e riguardano anche totem monofaccia”.

“Comunque non capiamo il senso di mettere dei cartelli di orientamento per forestieri fatti per non far capire loro niente – rimarcano -. Forse uno sforzo progettuale maggiore che inserire la stessa cartina orientata nord-sud tagliata a pezzi, poteva essere fatto”.

“Chi fa sbaglia. Ciò è comunque meglio di non fare. C’è qualche errore. Pazienza. Provvedete ad aggiustarlo. Ma fate pagare chi ha sbagliato. Magari cancellandogli qualche crocetta dalla scheda delle performance. I professionisti stipulano una polizza assicurativa. Perché non dovrebbero farlo anche i dirigenti ed i pubblicitari? Non è nel nostro stile stigmatizzare gli errori – concludono gli OSTinati -: noi proponiamo anche le soluzioni”.

Il nome della community degli OSTinati deriva da “i nati dall’OST”, acronimo di Open Space Technology, la tecnica di gestione dei gruppi utilizzata dal progetto comunale Venti di Partecipazione.

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