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Sanità, Melgrati: “E’ emergenza al Punto di Primo Intervento ad Albenga, nessuna traccia del personale richiesto”

Albenga. “Siamo arrivati al mese di agosto ed al Punto di Primo Intervento, l’ex pronto soccorso di Albenga declassato di fatto ma con la delibera sulla riorganizzazione della rete sanitaria dell’emergenza mai approvata in Consiglio regionale, sta scoppiando sotto le pressioni degli utenti, come avevamo preconizzato. E il braccio di ferro tra sindacati degli infermieri e dirigenza è sempre più drammatico; non sono state prese in considerazione le sentenze di più Tribunali del Lavoro italiani su questo argomento, nonostante queste sentenze fossero state chiare: hanno statuito che l’attività collegata al sistema sperimentale POCT (Point of Care Testing) è riservata al tecnico di laboratorio e non esigibile da parte dell’infermiere”.

“Sentenze che chiariscono in modo inequivocabile la vicenda e possono essere utilizzate in tutte le situazioni dove le Amministrazioni pretendono l’intervento dell’infermiere per questa attività in sostituzione dei tecnici di laboratorio. Con sentenza n. 52 del 27/5/08 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Montepulciano stabilisce che l’utilizzo dei POCT è “di oggettiva complessità e rientrante nella indiscussa competenza del tecnico di laboratorio”. Anche la mia denuncia alla Magistratura (per ora) è stata disattesa!”.

Lo dichiara il Capogruppo del Pdl in regione Marco Melgrati impegnato in questo importante battaglia a difesa della sanità del territorio e che continua: “Sono state disattese anche le linee guida pubblicate nel marzo 2012 da Telesa (Società Italiana per la Ricerca nelle Scienze Biomediche e tecniche Laboratoristiche), le quali chiedono condizioni particolari per il Poct che attualmente il Ppi non ha: 1) in base alle necessità organizzative il personale deve essere in numero sufficiente a garantire le prestazioni; 2) al personale che utilizza il Potc deve essere garantito un supporto continuo da parte del personale del laboratorio; 3) requisito fondamentale è la riduzione del tempo totale di analisi; 4) altro requisito il miglioramento dimostrabile della salute del paziente, cioè deve permettere al clinico di prendere, in tempi brevi decisioni critiche sulla malattia e conseguente terapia; 5) il paziente deve avere la stessa qualità degli esami eseguiti in laboratorio”.

“Invece – continua il consigliere regionale del Pdl – agli infermieri è stato dato ordine di eseguire le analisi con il Poct, e pare che lo stesso sistema si “impalli” molto spesso, con il disagio (se vogliamo usare un eufemismo) che ne deriva…E tutto questo senza il ruolo attivo del tecnico di laboratorio, che dalla fine di agosto non sarà più nemmeno presente di notte presso l’ospedale di Albenga! Se poi pensiamo che non tutti gli esami sono previsti con il Poct, e che al Santa Corona c’è un autista reperibile per andare a prendere le provette, dove è il risparmio?” aggiunge l’esponente del Pdl.

“E delle promesse dei vertici della Asl 2, del direttore Generale Flavio Neirotti nessuna traccia. Ma vediamole nel dettaglio: Neirotti aveva promesso una integrazione, seppur minima, nel personale medico, con l’aggiunta di due unità (anche se pare che domani concludano la pratica concorsuale per il nuovo medico in arrivo), e fra il corpo infermieristico, con l’arrivo di una nuova persona ad integrare il personale lavorativo al momento presente. Bene, il mese è iniziato, sono stati distribuiti i turni al personale infermieristico e medico ma di nuovi arrivi non ce ne è traccia… d oggi tra i medici in servizio del PPI dell’ospedale Albenganese è assente un medico per gravidanza, sostituito a volte da un medico che dovrebbe essere di riposo o da un medico prelevato, e quindi tolto, da un altro reparto dell’ospedale di Albenga. Ben più grave la situazione del personale infermieristico; sono in malattia, quindi assenti, due infermieri, e non sono stati sostituiti”.

“La luminosa idea della direzione per supplire all’emergenza è stata quella di allungare i turni degli infermieri e del personale in servizio o addirittura di utilizzare il personale a riposo, con il rischio evidente di stress e di affaticamento del personale. Quindi turni assurdi e reperibilità continuativa…qui non siamo a vendere patate o carote, stiamo lavorando sulla pelle delle persone! Quanto si potrà andare avanti così???” conclude Marco Melgrati.

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