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Regione, l’assessore Barbagallo: “Tartufi per salvaguardare e promuovere il territorio”

Val Bormida. Non solo reperti storico-artistici o bellezze paesaggistiche: le montagne di Liguria sono ricche di una particolare risorsa naturale, il tartufo. Funghi spontanei che sono presenti, sia nella versione del tartufo bianco, molto pregiato, che nero, si trovano soprattutto in Val Bormida e ogni anno se ne raccolgono dalle tre alle quattro tonnellate. La Regione Liguria ha deciso così di puntare sul tartufo, ma anche sui funghi come varietà gastronomiche da valorizzare, anche in funzione della salvaguardia del territorio.

Si parlerà proprio di tartufi e funghi nel seminario in programma giovedì 22 agosto alle 10 a Villa Nobel a Sanremo, nell’ambito del progetto Alcotra Amycoforest. Un’iniziativa che vede la partecipazione, oltreché della Regione Liguria, anche della Regione Piemonte, della Provincia di Imperia, dell’Università degli studi di Genova e, per la parte francese, del Centre Régional de la Propriété Forestière della Regione Rhone Alpes.

Obiettivo dell’iniziativa favorire la diffusione e la commercializzazione, anche in Liguria e non solo in Piemonte, dei tuberi pregiati, sia per attrarre turisti interessati agli aspetti enogastronomici del territorio, sia come baluardo per il territorio, attraverso la salvaguardia e la cura dei boschi.

“Al di là dell’indubbio valore aggiunto, in termine di immagine, che può’ guadagnare un territorio dalla presenza del tartufo – spiega l’assessore regionale all’agricoltura, Guiovanni Barbagallo – come Regione abbiamo deciso di impegnarci a favore della conoscenza e della promozione di questo straordinario prodotto della nostra terra per le ricadute economiche dirette e indirette sulla popolazione locale”.

Non per caso il Comune di Millesimo, in Val Bormida, è entrato a far parte della “Città del Tartufo” e da ormai venti anni gestisce e organizza la festa nazionale del tartufo, in collaborazione con l’associazione tartufai e tartuficoltori liguri, un evento che pur di nicchia, è in grado di attrarre nella cittadina sul Bormida un numero significativo di raccoglitori e aziende artigiane provenienti da diverse parti d’Italia.

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