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Decreto del Fare, Melgrati (Pdl): “Opportunità per rivedere legge sottotetti e piano casa”

Regione. Il capogruppo del Pdl in Regione Liguria Marco Melgrati interviene sulla conversione in legge del “Decreto del Fare”, affermando che “la Regione Liguria provveda con la massima urgenza ad adeguare il sistema normativo urbanistico regionale oggi frutto di censure, dubbi interpretativi ed applicativi circa le attuali previsioni in tema di distanze tra i fabbricati, dalla legge dei sottotetti, sia per quanto riguarda il Piano Casa. La Regione Liguria deve cogliere l’occasione di intervenire al più presto al fine di dare certezze agli operatori economici”.

“Come ho già avuto modo di ricordare, in un momento di grave crisi per il settore dell’edilizia, che ha visto negli ultimi 3 anni la nostra regione perdere 7 mila posti di lavoro, mentre sono calati pesantemente gli investimenti nel comparto edile, con un -37% nei lavori pubblici e un -59% nell’edilizia privata, sono diminuiti anche gli operai iscritti alla cassa edile (1.500 negli ultimi 4 anni solo a Genova), con oltre 3.000 licenziati negli ultimi due anni nelle imprese Liguri, vi è stata una riduzione del 3,23% delle imprese iscritte ed il settore presenta un altissimo numero di imprese fallite o in amministrazione controllata, il 20% del totale rilevato nel 2012 dalla Camera di Commercio: è quindi necessario mettere in atto tutto quanto possibile per venire incontro alla filiera dell’edilizia”.

“Per questi motivi ho integrato l’interrogazione a risposta scritta che avevo già inoltrato all’assessore regionale all’urbanistica Gabriele Cascino per chiedere se la Regione Liguria intenda recepire le importantissime novità introdotte con la conversione in legge del Decreto cosiddetto “del Fare”, modificando quindi la legge regionale che disciplina l’attività edilizia, andando a introdurre deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati, con particolare riferimento alla legge dei Sottotetti e al Piano Casa. Questo si aggiunge alla necessaria modifica circa la proroga dei due anni per la data di inizio dei lavori e della fine dei lavori, oggi fermi ad un anno. Questo consentirà agli operatori, dopo il rilascio del titolo edilizio, di avere un po’ più di respiro, una volta acquisita la autorizzazione, per iniziare i lavori; la proroga di due anni dalla data di fine dei lavori consente, per le opere non completate, di non rischiare di dovere ripagare una parte di oneri per opere non terminate” conclude Melgrati.

Commenti

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  1. Scritto da luca meroni

    Grazie per l’impegno!

  2. Scritto da luca meroni

    Esistono famiglie che nell’indifferenza delle istituzioni vivono dei veri e propri drammi. Queste situazioni non sempre nascono dalla voglia di fare i furbi…come spesso si legge nelle cronache ma da scelte fatte nel rispetto ligio delle leggi di questo nostro stato!