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Caso minori ad Albenga, l’assessore Ciangherotti a “Uno Mattina”: “Evitare l’allontanamento dalla famiglia”

Albenga. Eraldo Ciangherotti, assessore alle politiche sociali del Comune di Albenga, è stato ospite, nella mattinata di oggi, della popolare trasmissione televisiva “Uno Mattina”, programma di approfondimento in onda su Rai Uno. Alle ore 9:10, nella parte di trasmissione condotta dalla giornalista Elisa Isoardi, l’assessore ingauno ha partecipato al dibattito su un caso di allontanamento di due bambini di Albenga dai propri genitori per decisione del Tribunale dei Minori di Genova; assieme a lui, ospiti della trasmissione, Khalid Makhlou, padre dei due minori e Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei Minori di Roma.

“Vorrei lanciare un appello alle Istituzioni, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Parlamento intero, perché una vera riforma della giustizia, richiesta recentemente dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, non può non tenere conto delle criticità dei Tribunali dei minori” ha affermato l’assessore, “dove spesso, purtroppo, per eccesso di zelo o di autotutela dei giudici, sulla scorta di perizie chilometriche compilate da strizzacervelli pagati per scrivere lunghe relazioni con ideali educativi, vengono allontanati i figli dai genitori per essere affidati ad una struttura di assistenza, anche quando non esiste nessun pericolo di vita o di violenza per i minori”.

“In questo periodo di difficoltà economiche diffuse e di spending review a tutti i livelli, un bilancio comunale per una città come Albenga di quasi 25.000 abitanti che sul sociale impegna oltre un milione e mezzo di euro, non può essere obbligato a spendere all’anno circa 500 mila euro per pagare le rette dei minori in affido, con una media di 100 euro al giorno per ciascun bambino” ha notato ancora Ciangherotti.

“Lavori il Governo su questo tema, per legiferare con nuove strategie da mettere in campo per aiutare le famiglie più fragili nella crescita dei figli. In sintesi, bisogna avere il coraggio di mettere in discussione il vecchio modello di correzione che presuppone situazioni ideali senza preoccuparsi del trauma dell’allontanamento. In fin dei conti, nel caso specifico, anziché obbligare il Comune a versare 6.000 euro ad una struttura di assistenza per la retta mensile di due minori, il Tribunale dei Minori potrebbe impegnare l’amministrazione comunale a fornire alla famiglia un sostegno in risorse umane per aiutare nella crescita dei figli e nella rimozione di quelle fragilità che possono capitare a chiunque, padre o madre più debole” ha concluso l’assessore Ciangherotti.

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