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Borgio, via alla Rassegna dedicata a Mariangela Melato: domani la proiezione di “Dimenticare Venezia”

Borgio V. Si è aperta con grande successo lunedì 19 agosto la Rassegna dedicata a Mariangela Melato, con la sala del Cinema Teatro Gassman completamente gremita (le 304 poltrone non sono bastate ad accogliere tutto il pubblico, in parte rimasto in piedi per tutta la durata della serata). Dopo il saluto dell’assessore Giuseppe Raimondo e del direttore artistico del Festival Teatrale Stefano Delfino, il curatore artistico Giovanni Ferro ha presentato la “sua” Rassegna: “La Passione è il tema di questa Rassegna.. dalla mia passione per il cinema e per la Melato, alla passione che la Melato ha messo nella sua carriera e nella sua vita.. alla passione di tutti quelli che hanno lavorato per realizzare questa manifestazione” queste le sue prime parole.

Una Rassegna ricca di “chicche” per gli amanti del Cinema: ogni pellicola porta con sé un pezzo di storia del cinema, del teatro, della società italiana degli anni Settanta. In particolare, abbiamo rilevato alcune curiosità “teatrali” che sembrano collegare da vicino la Rassegna Cinematografica della Melato al Festival Teatrale verezzino e al collaterale Premio Veretium per la Prosa. Mariangela Melato ha ottenuto nel 1995 il Premio Veretium per la Prosa: pur non avendo mai recitato in piazza S. Agostino, ha calcato il palco verezzino proprio per ritirare il Premio nell’estate di quell’anno. Nel Cinema Teatro Vittorio Gassman di Borgio Verezzi, la poltrona n. 20 porta impresso il suo nome, fra quelli degli altri grandi attori che hanno fatto la storia della rassegna estiva di prosa.

Nel film “Dimenticare Venezia” (in programma domani ore 21,5) troviamo fra i protagonisti (nel ruolo di Nicky) lo svedese Erland Josephson, uno degli attori preferiti da Ingmar Bergman, del quale ha interpretato quasi tutti i film. Nel 1981 venne a Verezzi per partecipare al recital durante il quale Valeria Moriconi ricevette il mulino d’oro simbolo del Premio Veretium: anche a Josephson, monumento vivente del cinema, simbolicamente ne venne consegnata copia in argento.

In “Film d’amore e d’anarchia” (in programma sabato 24 agosto ore 21,15) nel cast che affianca la Melato compare una giovane Anna Bonaiuto, che quest’anno ha ottenuto il 43° Premio Veretium per la Prosa: una coincidenza significativa che proprio nell’anno in cui è scomparsa la Melato, la Bonaiuto, sua compagna di viaggio sul grande schermo, abbia ottenuto lo stesso riconoscimento. Anche alla Bonaiuto, in qualità di interprete di rilevo della storia del Festival Teatrale, è stata fra l’altro intitolata una poltrona del Teatro Gassman, la n. 242. Nel cast di questo film, sono presenti anche altri attori che hanno ricevuto il Premio Veretium negli anni: Eros Pagni nel 1971 (qui nel ruolo di Spatoletti), Isa Danieli nel 2006 (nel ruolo di prostituta), Roberto Herlitzka nel 1992 (nei panni di Paulasso).

Sempre in questo film, da sottolineare la colonna sonora (utilizzata fra l’altro dal curatore come sottofondo della serata inaugurale della Rassegna): la canzone Canzone Arrabbiata, scritta da Nino Rota, è cantata da Anna Melato, sorella di Mariangela (anche lei fa parte del cast); la canzone Antonio Soffiantini detto Tunin è cantata da Anna Melato; le canzoni Ninna Nanna e Canzone Appassionata sono cantate da Isa Danieli (Premio Veretium 2006).

Ed ecco infine qualche altro attore caro al Festival Teatrale di Borgio Verezzi, presente nel cast delle pellicole della Rassegna già proiettate gli scorsi giorni:
In Caro Michele, di nuovo presente Isa Danieli nel ruolo di Livia. In La Poliziotta nel cast con la Melato fra gli altri c’è Mario Carotenuto (poltrona n. 161 del Teatro Gassman) nei panni del capitano dei Vigili Urbani. Ne Il Gatto nel ruolo di Salvatore c’è Aldo Reggiani (poltrona n. 51 del Teatro Gassman), uno dei protagonisti più assidui dei primi anni del Festival Teatrale verezzino.

Si chiude domenica 25 agosto con una pellicola “cult” dal sapore surreale, tutta dedicata alla Milano anni Settanta e giocata sui toni della comicità strampalata e dell’umorismo nonsense: Saxofane, soggetto e musiche di Enzo Jannacci, sceneggiatura di Cochi e Renato e dello stesso Jannacci, regia d’esordio di Renato Pozzetto che dirige se stesso nei panni di un ossigenato sassofonista e la Melato nei panni di una ricca signora borghese maritata ad un antipatico salumiere snob (Teo Teocoli).

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