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Associazione “Le Tre Terre”, assemblea dei soci: valorizzare i sentieri di Varigotti

Finale. “Vieni a scoprire perché il sole va a Ponente”. E’ lo slogan con il quale l’associazione “Costa Balenae-le Tre Terre” richiama l’attenzione sul territorio che dalle marine di Noli e Varigotti sale sino a Le Manie. Come il Levante ha le sue ben note Cinque Terre, così il Ponente ligure nella parte savonese ambisce ad avere le Tre Terre: Varigotti, Noli e Le Manie.

All’origine dell’associazione è un manifesto sottoscritto nel settembre 2010 da oltre 80 firmatari; tra essi prestigiose personalità del mondo della stampa, della cultura, dello spettacolo, dell’arte, dell’imprenditoria, nonché esponenti di famiglie liguri, piemontesi e lombarde, che hanno collocato qui la loro dimora d’elezione. Dopo che, nel maggio 2011 la Giunta Provinciale di Savona ha riconosciuto l’identità territoriale delle “Tre Terre”, è nata nel giugno 2011 l’associazione.

La denominazione “Costa Balenae” è in ricordo dei Romani che con quest’espressione indicavano le rive della Liguria, affascinati dall’avvistamento lungo esse di cetacei giganti e gentili.

“Sin dall’inizio del nostro percorso ci è parso qualificante il rapporto con il mondo della ricerca scientifica, così da partecipare a specifiche ricerche sulla biodiversità. Con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Liguria abbiamo promosso una ricerca, patrocinata dal Ministero della Salute, sulla qualità dei pesci, che nella primavera 2011 ha riunito per lo start-up a Noli i ricercatori degli IZS di tutta Italia. I risultati sono stati poi presentati a Roma nel settembre 2012 in un Convegno ospitato dal Ministero della Salute. Anche con la Fondazione Internazionale CIMA, specializzata nel monitoraggio dei Cetacei, abbiamo promosse iniziative” afferma Ombretta Fumagalli, presidente dell’associazione.

“Su questo scenario di attività ormai consolidate, ecco il progetto sentieri delle Tre Terre. E’ una priorità per i prossimi anni. L’obiettivo è collegare meglio, con percorsi bene segnati e facilmente praticabili, la parte delle Tre Terre che dalla marina giunge sino all’altopiano de Le Manie congiungendo tra loro tratti di assoluta bellezza affacciati sul mare o inoltrantisi verso l’interno”.

“E’ ormai in esecuzione la prima e sostanziosa tranche che, dal punto di arrivo più alto del Sentiero del Pellegrino di Noli, scende in territorio di Varigotti sino a giungere all’antica Chiesa di S. Lorenzo, per poi proseguire allargandosi sino a Punta Crena e dunque affacciandosi sui luoghi dove fiorì la storia del paese da quando (VI-VII secolo) esisteva un castrum bizantino e Varigotti era un fiorente centro commerciale grazie anche alla presenza allora di un porto ben protetto nell’attuale Baia dei Saraceni, poi interrato dai genovesi. La cooperativa Tracce (che già ha sistemato egregiamente la parte in territorio nolese) sta eseguendo i lavori in territorio di Varigotti. Come Associazione abbiamo un patrimonio esiguo costituito solo da quote sociali. Ci è venuta incontro la Fondazione De Mari Carisa, alla quale abbiamo presentato un corposo progetto di intervento sui sentieri, da essa approvato con l’impegno a coprire in parte le spese” aggiunge ancora la presidente dell’associazione.

“Il sentiero del Pellegrino di Varigotti, come lo abbiamo denominato, sta per essere ultimato. Torna ad essere di più facile percorrenza, come lo fu nel passato prima dell’incendio del 2009. E se il promontorio di Punta Crena con la sua torre di avvistamento del secolo XVI, costruita a difesa delle incursioni dei pirati turchi e saraceni, conserva un indubbio fascino (nonostante atti di vandalismo che dispiace riscontrare, come la rimozione di led illuminanti alcune gradinate), la parte collinare non è certo da meno con la sua vegetazione erbaceo-arbustiva (“gariga”) dalla vivace e policroma fioritura primaverile, la ricchezza delle essenze aromatiche, la presenza di specie endemiche come la campanula o di specie mediterranee, altrove scomparse, qui sopravvissute grazie alla mitezza del clima (barba di Giove e carrubbazzo). Poterla percorrere più agevolmente è il nostro obiettivo. L’anno venturo interverremo su altri tratti sentieristici, tuttora bisognosi di una radicale cura”.

“Abbiamo cercato di rileggere il territorio delle Tre Terre nel suo insieme e proporre idee ed eseguire interventi che possano meglio valorizzarlo. Come tutte le cose umane, anche le nostre attività possono creare consensi e dissensi. L’importante è discuterne con serenità ed agire nel rispetto della persona umana, della storia e della natura. Un sogno per il futuro: Punta Crena come oasi del Wwf? Non diciamo subito di no; apriamo un confronto” conclude la Fumagalli.

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