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Area crematoria a Leca, la società ingauna: “Nessun rischio, pronti a dimostrarlo in una assemblea pubblica”

Albenga. Ecco la planimetria del progetto relativo al contestato nuovo forno crematorio previsto a Leca d’Albenga, con il Comune pronto a valutare la proposta arrivata da una cordata di imprenditori ingauni che hanno presentato un layout progettuale al centro di numerose proteste e polemiche da parte degli abitanti e di altre componenti della società ingauna, contrarie alla presenza dell’area crematoria nella zona e pronti a dare battaglia se l’amministrazione continuerà con l’iter del progetto.

Dopo le parole del sindaco Rosy Guarnieri ecco il responsabile della società albenganese nata per la costruzione forno crematorio Gianni Monticelli: “Pensiamo che il sito scelto a Leca d’Albenga sia ok, abbiamo fatto numerose verifiche e si sta dipingendo un mostro che in realtà non c’è…Ci sono dati ed elementi scientifici tali che dimostrano come un rischio inquinamento o danno ambientale non esiste e siamo pronti a dimostrarlo”.

Per il nuovo forno ci si affiderebbe alla multinazionale Metius: “La realizzazione dell’area crematoria sarebbe ad alto indice tecnologico e in diverse parti del Mondo, così come in Italia, sono stati fatti impianti del genere senza alcun problema. Mi pare opportuno che si possa indire una assemblea pubblica con la cittadinanza interessata per spiegare nel dettaglio il progetto e far capire che non ci sono rischi…” conclude Monticelli.

Planimetria progetto cimitero

Commenti

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  1. Scritto da Zio Jo

    Ma è il cronista che ha sbagliato il nome dell’azienda oppure il sig. Monticelli non sa neppure con chi lavorerà? :-(

  2. Scritto da Papeà

    Per il nuovo forno ci si affiderebbe alla multinazionale Metius:

    In realtà presumo si tratterebbe in effetti della:

    GEM – MATTHEWS INTERNATIONAL S.R.L. di Udine la cui ragione sociale è:

    G.E.M. S.r.l., fondata a Udine nel 1982, progetta, produce ed installa impianti di termovalorizzazione di diverse tipologie di rifiuti, quali: rifiuti speciali di origine industriale, rifiuti speciali pericolosi, rifiuti organici di origine animale e carcasse, rifiuti
    ospedalieri, biomasse di origine vegetale.

    Come a dire: un bel termovalorizzatore a meno di 500 metri dalle scuole di Leca.