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No a condoni in zone sotto vincolo idrogeologico, Melgrati: “Disagi e confusione dalla giunta regionale”

Regione. Il capogruppo del Pdl Marco Melgrati in Consiglio regionale ha discusso ieri la sua interrogazione sulla impossibilità di condonare manufatti in zona di vincolo idrogeologico dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Spiega l’esponente del Pdl: “ si creeranno contenziosi onerosi con i Comuni e abusi edilizi autodenunciati che non potranno essere sanati sul territorio. La risposta dell’assessore Cascino il quale ha chiaramente dichiarato che non vi sono strumenti regionali per sanare questa situazione, che di fatto sancisce anche una disparità di trattamento, è molto grave. Ma la cosa più grave ancora è che questi manufatti al momento della presentazione dell’istanza di condono erano legittimi, e addirittura alcune norme restrittive di piani di bacino o regolamenti regionali sono intervenute dopo la data del condono”.

“Prendere atto – continua il capogruppo del Pdl – quindi in maniera passiva che vi saranno moltissime persone che si troveranno in una situazione assurda senza nemmeno ipotizzare una possibile soluzione è inaccettabile. Le conseguenze negative non saranno solo per i cittadini ma anche a carico delle amministrazioni comunali che si troveranno costrette a dover restituire ingenti somme, e soprattutto in questo momento di crisi aggrava ancora di più la condizione economica-finanziaria di molti Comuni, che sono state versate da coloro che hanno avviato le pratiche di condono e non hanno concluso l’iter vista la valenza degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale ex tunc, cioè con effetti immediati dal momento della sua emanazione cosa che di fatto ha impedito a molti di concludere l’iter procedurale e burocratico di condono dei manufatti”.

“Il paradosso è che penalmente queste situazioni non sono più rilevanti perché prescritte le ipotesi di reato di abuso edilizio con la conseguenza che insisteranno sul nostro territorio costruzioni senza titolo frutto di contenziosi che si presenteranno ai Comuni costretti a far partire una raffica di dinieghi ai condoni presentati nelle zone soggette a vincolo idrogeologico, così come indicato dalla circolare regionale e che costituirà un danno patrimoniale per le amministrazioni. Per non parlare dei risvolti amministrativi a cui andranno incontro tutti quelli che hanno presentato autodenuncia a sensi della legge regionale che pareva legittima. Queste persone oggi si trovano dei manufatti che dovranno demolire, con gravi danni economici” conclude Marco Melgrati.

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