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Visita “savonese” al Polo di mantenimento pesante Nord dell’Esercito Italiano

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Savona. Delegazione della sezione di Savona dell’U.N.U.C.I., presieduta dal Ten. Tullio Susco, in visita al Polo di mantenimento pesante “Nord” che rappresenta – tra i vari Enti dell’attuale articolazione dell’Esercito Italiano – una risorsa molto particolare ed importante.

Esso si trova a Piacenza. Insieme al consimile Polo “Sud”, ubicato a Nola (NA), eredita la tradizione dei grandi arsenali militari. Sono due stabilimenti che operano a favore delle Forze Armate, nel campo delle riparazioni e revisioni dei vari componenti in dotazione, specialmente del settore della motorizzazione e dell’artiglieria. La gestione avviene in forma analoga a quella di un’azienda industriale di grandi dimensioni. Le attività disimpegnate consistono nell’aggiornamento e la manutenzione di elevati volumi di apparati, mezzi e sistemi d’arma.

Si tratta, in gran parte, di materiali dal contenuto tecnologico sempre più elevato, spesso impiegati nelle missioni all’estero. Le conoscenze basilari del personale in campi come la meccanica, l’elettronica, la optoelettronica, la chimica, fisica ed informatica hanno portato il centro ad avere competenze anche su nuovi sistemi d’arma non convenzionali. Un tempo esisteva all’interno una Scuola Allievi Operai, che sfornava tecnici preparati e qualificati in tutti i campi della meccanica fine. Al contrario, al Polo mancano oggi ingegneri ed altre figure qualificate. La gestione della configurazione per il periodo di vita dei sistemi d’arma, inoltre, richiede costantemente aggiornamenti, l’analisi dei guasti e la relativa ricerca di soluzioni migliorative.

Fasi che avvengono quasi sempre in sinergia con l’industria privata. Infatti, solamente una capacità consolidata di cooperazione fra Istituzioni ed Enti e l’Industria Privata può rendere le attività svolte nel campo degli strumenti della difesa nazionale maggiormente complesse e sofisticate. E’ la storia ultrasecolare di un valido supporto lavorativo fornito da migliaia di civili ai militari. Esiste però un altro aspetto meno conosciuto. Il Polo, sin dal 1945, è più volte stato chiamato – dalle Sovraintendenze alle Belle Arti o dai Comuni interessati – al recupero ed al restauro di numerose opere d’arte e di monumenti. Talvolta in concorso con esperti esterni e, più spesso, facendo leva soltanto sull’esperienza del proprio personale.

Il 1° luglio 2011 fu celebrato il Centenario della nascita dello stabilimento. Esso trae origine dalla fusione di due preesistenti siti: lo Staveco situato nella zona est di Piacenza, e l’Arsenale Esercito posto sul versante sud-ovest della città. Strutture che sono state ultimamente toccate da profonde trasformazioni. Tanto per quanto concerne la dipendenza gerarchica, sia per quanto concerne le componenti operative, ampliate abbracciando tutte le competenze dei sistemi d’arma in revisione, e ancora , riguardo all’organico, ricalcolato in funzione dei nuovi compiti e configurazione dell’Esercito Italiano. Questi fattori hanno comportato la dismissione da parte dell’Esercito di parte dell’ingente patrimonio, di spazi e strutture, originariamente detenuto a Piacenza. I fondati timori che venissero disperse le professionalità maturate in tanti anni hanno accomunato recentemente le Istituzioni ai vari livelli e le Organizzazioni Sindacali legate al territorio.

Tutte queste considerazioni sono emerse in occasione della recente visita “savonese”. “A Piacenza, i soci partecipanti hanno potuto conoscere direttamente un’istituzione benemerita per aver contribuito alla crescita della città, garantendo alla popolazione lavoro e benessere – ha commentato il Ten. Antonio Rossello dell’Unuci savonese – Oltre a costituire una costola della tradizione industriale nazionale, fornendo contributi notevoli in termini di studi e progetti utili all’intero Paese. L’affidamento di ulteriori compiti, rispetto alla vocazione originaria, ha forgiato maestranze altamente specializzate e procurato ricadute positive sull’indotto e sull’economia del piacentino”.

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