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Trasferimento Anffas al Trincheri, i lavoratori: “Sottratti spazi essenziali, penalizzati gli ospiti”

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Albenga. Anffas al Trincheri: la parola passa ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali di questi ultimi. Dopo le dichiarazioni politiche e le conseguenti polemiche, sono gli “addetti ai lavori” e chi li sostiene a fare chiarezza sulla situazione interna delle istituto e le aspettative chi vi lavora.

“Sul caso Anffas – si legge in un documento congiunto di Cgil, Cisl e Uil – la discussione è profondamente viziata da una lacuna strutturale: manca, perchè è stata omessa, la verità incontrovertibile dei fatti. Questa lacuna rende insensate tutte le chiacchiere fatte fin’ora. Proviamo a fare chiarezza”.

“Primo elemento di verità: il sindaco di Albenga non ha dato alcun ‘indirizzo di gestione’ al Trincheri, anche perché è un potere che non ha, dal momento che, come correttamente evidenziato in alcuni interventi a mezzo stampa, le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, quale è, fino a prova contraria, l’Istituto Trincheri, hanno autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica ed operano con criteri imprenditoriali (art. 6 D.Lgs. 207/2001). Il sindaco, piuttosto, ha interferito con l’attività del Cda spingendo una parte dei membri a forzare l’altra ad assumere una decisione mai condivisa nella sostanza fin dall’origine” dicono i rappresentanti sindacali.

“Secondo elemento di verità: non esistono spazi inutilizzati – prosegue la nota – Tutti gli spazi che il sindaco ha imposto di concedere ad Anffas sono stati e sono a tutt’oggi essenziali per le attività statutarie, patrimoniali, contabili, gestionali e tecniche dell’istituto”.

“Terzo elemento di verità: l’operazione voluta dal sindaco sottrae irreparabilmente spazi vitali all’attività più importante ed umana per il benessere degli ospiti: l’animazione. Nessuno spazio adeguato, sia secondo la normativa che secondo il buonsenso, è ulteriormente disponibile per compensare la cessione in convenzione. Non si capisce perchè il Comune debba disporre di spazi non propri ma di proprietà, civile e morale, dei benefattori e degli anziani ospiti albenganesi”.

“Quarto elemento di verità: non esiste nessuna contrapposizione tra disabilità, non esistono disabili di serie A di serie B. Chi usa questo argomento lo fa per fini strumentali alla propria popolarità politica. L’Istituto Trincheri, dopo tormentati lunghi anni di sofferenze economiche, vive oggi una situazione di solidità ed equilibrio Gestionale/Economico/Patrimoniale, garantisce un servizio essenziale ai cittadini, impiega oltre 50 lavoratori, produce indotto, è attivo a livello istituzionale e sociale” si legge ancora nella nota Cgil Cisl e Uil.

“Auspichiamo che il sindaco di Albenga Voglia usare il tempo prezioso di cui dispone per supportare il Trincheri con iniziative concrete a favore degli anziani ospiti. Con profondo senso civico suggeriamo alcuni spunti operativi concreti: abolizione della T.A.R.S.U. a carico dell’istituto, con impegno a ridurre le rette del corrispondente importo o ad implementare fisioterapia ed assistenza; ripristino del servizio ‘Ristorante dell’Anziano’, in allora istituito dall’attuale vicepresidente,
implementato dalla giunta Tabbò, inspiegabilmente soppresso dalla amministrazione
Guarnieri”.

“E ancora: richiedere e favorire, mediante atti istituzionali, la riduzione dell’IRAP alla competente autorità regionale; promuovere ed Ottenere, mediante un idoneo percorso istituzionale che veda coinvolti Comune di Albenga, Regione Liguria, Asl n° 2 e Istituto Trincheri, il trasferimento della ex RSA di Alassio presso il Quarto Piano dell’Istituto, oggi pronto per tale uso, attraverso la stipula di idonea convenzione tra quattro soggetti pubblici ampiamente titolati a farlo” conclude la nota.

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