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Spaccio ed estorsione, interessi sino al 450%: stroncata banda albanese, agli arresti anche un parrucchiere di Albisola

Savona. Spaccio, usura, estorsioni ed intimidazioni. Questi i rami dell’attività criminale della banda di albanesi che, con il concorso di un parrucchiere di Albisola, operava nel Savonese. La squadra mobile della Questura ha stroncato il sodalizio eseguendo otto misure di custodia cautelare disposte dall’autorità giudiziaria. Certosino il lavoro di indagine per concludere l’operazione che è stata ribattezzata “Viper” (dal soprannome dato alla Corvette di uno del gruppo).

In carcere è finito il presunto capo dell’organizzazione, Edmond Gjini, 30 anni, albanese, il fratello Albert di 40 anni, Ylli Lala, 37 anni e il fratello Emirjon, 25 anni, già in carcere per spaccio di droga e per un tentato omicidio accaduto in via delle Trincee a Savona. In manette anche Igor Turezzini, 34 anni, parrucchiere di Albisola (agli arresti domiciliari), Ivan Chessa, 34 anni, savonese, e un egiziano soprannominato “Amedeo”, 32 anni, con l’obbligo di firma e infine un collaboratore dei due fratelli Gjini, un uomo di 32 anni, ancora latitante. Di questi due la polizia ha preferito non fornire le generalità. Altre otto persone sono state denunciate, quattro sono albanesi e quattro italiani.

Era feroce l’attività di minaccia compiuta dagli estorsori, che pretendevano cifre iperboliche per i prestiti erogati. Spiega il questore Vittorino Grillo: “E’ stata un’operazione importante della polizia che si è protratta per sei mesi. Importante sia per il calibro dei protagonisti finiti agli arresti sia per la tipologia dei reati. Attorno alla banda giravano altissimi interessi nell’usura e quando i soggetti non riuscivano a pagare, i malviventi passavano alla fase successiva, quella dell’estorsione. Alla fine i malcapitati sono arrivati a vedersi chiedere il 450% in un anno sulle somme prestate. Non solo. Gli estorsori hanno cercato di convincere i debitori a commettere azioni di spaccio di droga per rientrare del prestito”.

“Fortunatamente l’intervento della squadra mobile, dalla denuncia di un carrozziere, ha permesso di scoperchiare un’ampia trama di collegamenti tra cittadini albanesi di seconda generazione, con la partecipazione di un parrucchiere di Albisola che ne era diventato uomo di fiducia. L’attività investigativa sta proseguendo per verificare la dimensione di quest’organizzazione, scoprire eventuali addentellati e sondare quella che si è rivelata un’attività criminale cruenta” conclude il questore.

La dirigente della squadra mobile savonese, Rosalba Garello, ricostruisce: “Questa era un’organizzazione dedita non solo allo spaccio di stupefacenti, ma anche all’usura, non disdegnando di ricorrere a modalità estorsive a volte particolarmente gravi. Per recuperare i crediti effettuavano minacce serie agli interessati o ai familiari degli stessi. Gli estorsori chiedevano la vendita di oggetti di valore o perfino autovetture o immobili. A fronte di prestiti da 10 mila euro gli usurai arrivavano a chiedere cifre che sono arrivate in un caso a 45 mila euro e in un altro addirittura a 100 mila. Si pensi che un’automobile acquistata a 30 mila euro è stata svenduta a 15 mila. L’organizzazione era costituita complessivamente da una ventina di persone”.

“Il parrucchiere di Albisola aveva un ruolo di spicco nella banda, con un compito intermedio – prosegue – I due fratelli albanesi che insieme ad un terzo tenevano le fila dell’organizzazione si avvalevano di pusher che piazzassero la cocaina ad un certo livello. Mediamente venivano venduti due etti di cocaina per volta, in pietra, quindi quintuplicabile una volta raffinata. Per il valore tra i 60 e 70 euro al grammo. Il parrucchiere faceva da intermediario tra gli spacciatori che via via smerciavano la droga al dettaglio”.

“Gli episodi di violenza, legati alle intimidazioni, sono stati molteplici. L’organizzazione contemplava ruoli ben definiti. Uno degli albanesi, molto robusto e prestanti, aveva il compito di fare le minacce fisiche” conclude la dirigente della squadra mobile.

Commenti

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  1. Scritto da yogsototh

    bei soggetti che abbiamo in giro e questi sono una minuscola parte, in più le forze dell’ordine in generale che non lavorano come dovrebbero e che ultimamente le prendono molto spesso e ti prendono ancora in giro,come si può ancora girare tranquilli per savona e non solo…

  2. Scritto da El Rey del Mundo

    Pensavo che andassero avanti con il sudore della propria fronte: ore e ore di lavoro in piedi a fare shampoo e taglio, qualche giornata a fare i muratori per aiutare le famiglie in patria a 50 euro al giorno pagando le tasse fino all’ultimo centesimo ovvio: e invece…