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Siti Internet dei Comuni savonesi: trasparenza “a terra”, eccelle Cairo

Provincia. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, i siti Internet dei Comuni dovranno adeguarsi a pratiche e standard precisi. Al centro degli obblighi c’è specialmente, d’ora in poi, la materia degli appalti. Tutte le informazioni dovranno essere trasmesse ogni anno all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; l’Autorità a sua volta comunicherà i dati alla Corte dei Conti con la lista delle amministrazioni che non si sono conformate alla normativa. E sono previste sanzioni fino a 51.545 euro.

Un cambio di rotta che investe Comuni che, nel Savonese, sono ancora indietro rispetto alle norme del 2011 e ben lungi dal rispettare i requisiti ministeriali minimi di trasparenza nei confronti dei navigatori-cittadini. A partire da Savona. Si tenga in considerazione che sono 42 i punti giudicati essenziali per un livello sufficiente di trasparenza: il sito web dell’amministrazione di Palazzo Sisto ne soddisfa soltanto 9.

La maggior parte degli enti si aggira su questi valori “timidi”: Quiliano e Vado Ligure entrambi 8, Albisola Superiore 8, Finale Ligure 6, Carcare 6, Pietra Ligure 9 (uno dei pochi siti fermo agli albori di Internet, che non rispetta alcun requisito della Legge Stanca), Borghetto Santo Spirito 13. Un po’ meglio fanno Albenga (19) e Celle Ligure (22) e sicuramente Alassio (32).

Tra i Comuni di una certa dimensione spicca Cairo Montenotte, che eccelle con un punteggio pieno: 42 su 42. Menzioni si possono fare per enti più piccoli, eppure virtuosi dal punto di vista formale della trasparenza via web: Giustenice (42) e Toirano (41).

Le mancanze più diffuse riguardano le informazioni sull’Ufficio relazioni con il pubblico; l’organigramma e l’articolazione degli uffici, le attribuzioni e l’organizzazione di ciascun ufficio anche di livello; l’elenco delle tipologie di procedimento svolte da ciascun ufficio di livello dirigenziale non generale, i termini e le scadenze per la conclusione di ciascun procedimento; l’informazione sulla qualità dei servizi erogati; curricula e retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo; tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale; tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture (indicatore di tempestività dei pagamenti), nonché tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all’esercizio finanziario precedente.

Quanto invece al Dlgs 33/2013 appena entrato in vigore, impone in particolare la trasparenza su piani regolatori e varianti urbanistiche e sugli appalti. Per quanto riguarda le gare di lavori, servizi e forniture, il decreto introduce una serie di obblighi al fine di aumentare il livello di trasparenza. Viene introdotto in particolare l’obbligo per tutte le stazioni appaltanti di pubblicare sul loro sito, per ciascun contratto comunque assegnato il bando, la determina di aggiudicazione definitiva, la struttura proponente, l’oggetto del bando e dell’eventuale delibera a contrarre, l’importo dell’aggiudicazione, l’aggiudicatario, la base d’asta, la procedura e la modalità di selezione del contraente, il numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, i tempi di completamento dell’opera, l’importo delle somme liquidate, le modifiche contrattuali e le decisioni di ritiro e recesso dei contratti.

Inoltre, le stazioni appaltanti devono pubblicare anche i dati relativi ai contratti di importo inferiore ai 20.000 euro e, solo per i lavori, il verbale di consegna dei lavori, il certificato di ultimazione dei lavori e il conto finale dei lavori. Tutte le informazioni suddette vanno raccolte, entro il 31 gennaio, in tabelle riassuntive liberamente fruibili secondo un formato che permetta a chiunque di analizzare e rielaborare i dati anche a fini statistici. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare le informazioni relative ai tempi, ai costi unitari e agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche completate.

L’obbligo di pubblicazione riguarda anche le procedure per i lavori privati e i provvedimenti urgenti adottati in caso di catastrofi naturali, con l’indicazione delle motivazioni alla base delle deroghe. Il decreto introduce anche l’obbligo della pubblicazione, ogni anno, di un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, il cosiddetto “indicatore di tempestività dei pagamenti”.

C’è poi il discorso, del tutto a parte, sulla sicurezza informatica. L’attacco hacker al Comune di Boissano ha mostrato una vulnerabilità che è tipica di molti altri siti istituzionali locali. Per la terza volta i pirati informatici hanno compromesso la homepage del sito comunale boissanese. Un episodio nuovamente segnalato alla polizia postale, ma già da tempo il Comune era stato esortato a rendere più solida e schermata la “resistenza” del sistema ad eventuali attacchi hacker.

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