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Sel Savona: “Riduzione dei volumi nel Puc, no a nuovo cemento e partire dai progetti esistenti”

Savona. “Riduzione sostanziale dei volumi previsti dal Puc, anche approfittando della congiuntura economica non favorevole. Sulla misura di tale riduzione ci pare di poter proporre alla maggioranza una diversificazione legata anche alla qualità delle costruzioni. Ferme restando le previsioni di legge sulla qualità energetica delle nuove costruzioni, nulla vieta che, in presenza di contenuti più qualificati, la riduzione dei volumi possa inferiore rispetto agli insediamenti che, al contrario, si limitano ad applicare quanto previsto dalle disposizioni vigenti. Questo significa che, se si dovesse applicare una riduzione dei volumi del 30/40%, per le costruzioni con più alto contenuto di architettura biologica e di risparmio energetico tale riduzione potrebbe essere attorno al 20/25%”. Torna sui temi dell’urbanistica il Circolo Sel Savona, chiedendo nuovamente un maggiore confronto all’interno della maggioranza di centro sinistra.

“Recupero aree dismesse e degradate: queste aree rappresentano una ferita nella struttura cittadina e vanno velocemente ed assolutamente recuperate e riqualificate. E’ inutile, oltre che dannoso, ricercare nuovi spazi da cementificare, quando nel centro cittadino esistono aree anche di pregio che possono e debbono essere restituite alla fruibilità dei savonesi. Gli ex Cantieri Solimano sono emblematici di questa situazione, e non vorremmo divenissero un altro ex Ospedale San Paolo. E’ necessario, partendo dai progetti e le previsioni già esistenti, trovare le soluzioni credibili per arrivare ad una rapida cantierizzazione dei lavori”.

“Per concludere, è evidente che l’obbligatorio ricorso ai privati, stante la situazione economica e finanziaria del comune, non può prescindere dal riconoscere al privato un “giusto” ritorno economico. Ma altrettanto è corretto prevedere un ritorno economico per la città che non può limitarsi ai soli oneri di urbanizzazione. Per questo, ed anche per dare un contributo alla lotta al lavoro nero, all’evasione fiscale, alle infiltrazioni di dubbia legalità che spesso accompagnano la realizzazione di opere di questa portata, che vorremmo proporre alla maggioranza, alla città, ai costruttori il ricorso ad imprese che operino nella nostra città da tempo ed occupino lavoratori che vivono nel nostro territorio e di avviare le opere pubbliche previste come oneri contestualmente alla cantierizzazione di quelle private” conclude Sel Savona.

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