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Seicento studenti per “La pace di corsa”

“La pace di corsa”. Gran finale per l’iniziativa promossa dalla Caritas Diocesana di Savona, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano savonese e le scuole medie inferiori di Savona, di Quiliano e delle Albisole: un totale di 30 classi per un numero complessivo di ben 600 studenti.

Il clou è infatti una corsa non competitiva a circuito chiuso, della lunghezza di 400 metri, che si svolgerà mercoledì 10 aprile dalle 9.30 alle 12 (in caso di pioggia giovedì 11, negli stessi orari). Il progetto di educazione alla mondialità e alla pace, giunto alla terza edizione, esce dalle aule scolastiche e riempie di vitalità e di impegno giovanile il centro di Savona. La manifestazione sarà animata da Marco Gervino, direttore dell’Ufficio stampa diocesano. La manifestazione vedrà anche la partecipazione del Centro di formazione turistico-alberghiero di Varazze che offrirà una merenda a tutti i giovani atleti.

La corsa è stata preceduta in ogni classe partecipante da un laboratorio formativo, sviluppando il tema di quest’anno “il cibo come diritto tra fame e spreco alimentare”. Un tema che scandalizza: c’è chi muore per fame e c’è chi muore per obesità, oggi nel mondo per ogni persona malnutrita ce ne sono due in sovrappeso, ogni anno nel mondo sono sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile, mentre 900 milioni di persone soffrono la fame. E i paradossi sono molti altri.

Ma cosa può fare un ragazzo di 11-13 anni per cambiare la situazione? “Dal punto di vista metodologico, la manifestazione si fonda sul paradigma di Parknas, pedagogista e psicologo svedese, per l’attivazione e la partecipazione sociale: egli evidenzia il rischio di rafforzare anziché eliminare meccanismi di indifferenza rispetto alle problematiche sociali, se queste vengono presentate esclusivamente un “allarme”, non integrato da fasi concrete che permettano alla persona di fare qualcosa per migliorare la situazione. “Ecco il perché di una corsa con il meccanismo del sostenitore – spiegano dalla Caritas – ogni ragazzo dovrà cercare uno o più sostenitori – un genitore, un parente o un amico – disposti a offrire un contributo in denaro per ogni giro ddi corsa realizzato, contributo che verrà destinato ai nostri amici del Burkina Faso. L’alunno stesso potrà autosostenersi stabilendo una cifra a giro, attraverso il frutto di alcune sue rinunce personali”.

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